Vai al contenuto
La Venticinquesima Ora

Contenuti Impulsivi di Musica Ascoltata!

  • Stereobar!La sezione internazionale!!!
  • Opinioni Non RichiesteOpinioni dello staff e racconti ei concerti.
    • Opinioni Non Richieste!
    • LP of The Week | AllTutti gli LP of The Week
    • LP of The Week | 2024
    • LP of The Week | 2025Tutti gli LP of The Week del 2025
    • LP of The Week | 2026
    • Comfort Zone
    • Ci siamo andati
    • Menu Degustazione
    • Hot Spot
    • Dischi DeludentiDischi Demmé o meno demmé
  • Music Discovery
    • Monthly Round Up
    • Weekly Round Up
    • Playlist Ever Green
    • In Loop
    • Song Of The DayUn brano al giorno scelto dalle pubblicazioni dal 2000 in poi. Non si ripete una band nel corso dell’anno, non si ripete il brano nel corso degli anni.
    • L’Ora FantasmaPlaylist tematiche a descrizione dell’autore!
  • On AirNew Music Friday, i consigli degli album appena pubblicati.
    • Release DayNew Music Friday, i consigli degli album appena pubblicati.
  • Talk To MeInterviste
  • The TOPLe classifiche
    • Classificami
    • Top 10 e 50 LP 2025
    • Top 10 2024
    • ZE TOP 😉 | 2023
  • Noi.
    • The Unkle
  • AOTYAlbum Of The Year profile.
  • Buy Me a CoffeDonazioni
  • Cookie Policy
Flying Moon in Space – LP Of The Week – 2026

Flying Moon in Space – LP Of The Week – 2026

18 marzo 2026
fulviusmusicus

  • Artista: Flying Moon in Space
  • Titolo: Immer Für Immer
  • Etichetta: Fuzz Club Records
  • Durata: LP, 9 tracce, 35 minuti circa
  • Paese: Leipzig, Germany
  • Genere: Psychedelick Rock, Krautrock
  • Tipologia: LP – Studio
  • — — —

“Suonare insieme è come entrare in uno spazio dove tutti i principi fisici sono annullati. Non c’è tempo, non c’è gravità, non ci sono barriere“. Nella nostra recente intervista Henrik Rhode, chitarrista della band, ci aveva aperto le porte della band illustrando un modo di concepire la musica come mezzo di trasporto verso altri mondi, un aspetto che apprezziamo molto e che ci è vicino.

“Immer Für Immer” si manifesta come una massa sonora che prende forma con una gravità propria. La prima vibrazione stabilisce un ritmo interno, una pulsazione che attraversa lo spazio e lo rende più denso.  

La musica avanza con continuità, senza esitazioni, come se ogni elemento fosse già parte di un organismo in movimento. La batteria procede con un passo deciso, il basso scorre come una corrente stabile, i synth aprono fenditure luminose che modificano la percezione dell’ambiente.

Le chitarre reagiscono con scatti nervosi, filamenti elettrici che si tendono e si rilasciano. Il disco cresce come una forma viva, respira, si espande, cambia densità. Ogni brano aggiunge un nuovo strato, una nuova temperatura, un nuovo tipo di movimento.

I testi, composti per gran parte dal singer Adam “Atom” Parks arrivano come frammenti. Non costruiscono una storia, ma una serie di immagini che emergono e si dissolvono con rapidità. In “Drifter” appare una presenza instabile, un’identità che scivola: “I’m outa here / I’m not here / I’m everywhere at once”.

“Barbarian“, la hit del disco, porta una voce antica, una stanchezza che attraversa i secoli: “10,000 years and we’re still the same”. In “We Come in Peace” tutto diventa un modo per parlare di ciò che condividiamo: “We feel pain / We feel love”.

“All That’s Love” lascia un’immagine sospesa, quasi atmosferica: “Fell right down / From a rain cloud”, “Again + Again“ riproduce un movimento mentale che non trova uscita: “In my head / Again and again”, “Where Are You” registra il corpo come un archivio emotivo: “Memory cold / Temper hot / I feel old”, “Each Moment of Your Past” apre una ferita più ampia, che riguarda tutto ciò che ci circonda: “Nature is crying for its home”.

Le parole funzionano come impulsi elettrici: brevi, precise, immediate. Il disco crea un ambiente che si muove con continuità.  Non definisce un paesaggio, ma una zona di trasformazione costante.

La musica avanza, si allarga, cambia direzione senza perdere coerenza. Ogni brano è un corridoio che si estende, una stanza che si dilata, un pavimento che vibra sotto i piedi. La ripetizione diventa un metodo la trance diventa una condizione e la psichedelia diventa un modo di percepire il tempo. Alla fine resta una sensazione precisa: il disco ingloba chi lo ascolta, non richiede interpretazioni, richiede presenza.

È un luogo che continua a muoversi anche dopo la fine dell’ascolto, un luogo che rimane addosso come un odore, come un’eco, come un impulso che non si spegne.

I Flying Moon in Space hanno costruito un territorio sonoro che vive di tensione, di respiro, di movimento. Un territorio che forse non esiste materialmente, ma che si sublima nella loro musica.


Due brani per LP Of The Week ☝
LP of The Week 2026, Opinioni Non Richieste!, Podcast

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
  • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
  • Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon
  • Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
  • Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky
Mi piace Caricamento…

Scopri di più da La Venticinquesima Ora

Iscriviti alla peggior newsletter!


18 marzo 2026
LP of The Week 2026, Opinioni Non Richieste!, Podcast
2026, Flying Moon In Space, Fuzz Club, Germany, Leipzig, LPofTheWeek

Lascia un commento Cancella risposta

Designed with WordPress & LaXXVOra® – 2026

  • Commenta
  • Ripubblica
  • Abbonati Abbonato
    • La Venticinquesima Ora
    • Unisciti ad altri 41 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • La Venticinquesima Ora
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Copia shortlink
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza articolo nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
%d