- Artista: Nostalgia/Futuro
- Titolo: Nostalgia/Futuro
- Etichetta: 42 Records
- Durata: LP, 9 tracce, 41 minuti circa
- Paese: Roma, Italia.
- Genere: Italian Indie, Synth Pop, Art Pop
- Tipologia: LP – Studio
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“Nostalgia/Futuro” è un disco che non prova a stupire, ma a raccontare. Non cerca la posa, non costruisce un’estetica attorno a sé, non si appoggia a un immaginario più grande delle sue canzoni. Preferisce restare in una dimensione quotidiana, quasi domestica, dove le parole contano più dei gesti e la sincerità più della performance. È un album che non vuole essere un manifesto, ma una fotografia: nitida, ironica, fragile, a tratti sorprendentemente lucida.
Nostalgia/Futuro nasce dentro Gold Sounds, a Monte Mario, come un esperimento che diventa identità. L’idea è semplice e quasi rivoluzionaria: togliere tutto il superfluo e lasciare che siano le canzoni a parlare.
In un panorama in cui ogni artista deve costruire un personaggio, qui c’è il gesto opposto: sparire dietro la musica. La strategia dei cinque singoli in sei mesi funziona bene: è un modo di abitare il presente digitale senza subirlo, giocando con le regole delle playlist ma anche con la nostalgia dei debut album anni ’80 e ’90, che erano raccolte di brani già amati.
È la scrittura il punto più forte del progetto. C’è una lucidità emotiva rara, un modo di raccontare il quotidiano che non cerca mai la frase a effetto, ma arriva con immagini precise, spesso spiazzanti, sempre sincere. Frasi come:
- “Vorrei non essere mai retorico, mai inconcludente”
- “A colazione solo come un cane”
- “Ultimo giro d’internet, poi giuro dormirò”
Raccontano un mondo riconoscibile, fatto di ansie piccole, di tentativi di migliorarsi, di solitudini che non diventano mai tragedia. È una forma di autoanalisi pop, intelligente perché non è mai compiaciuta.
Sul piano sonoro, il disco costruisce un equilibrio interessante: indie, britpop, synth morbidi, beat hip hop. Non c’è un genere dominante, ma una convivenza naturale di elementi che crea un’identità riconoscibile. Funziona quando resta leggero, quando non cerca di essere più grande di ciò che è. Funziona meno quando si appoggia a stilemi indie già sentiti o quando la produzione, pur pulita, rimane un po’ piatta.
I momenti migliori:
- “Migliorarsi”: ironia e vulnerabilità in perfetto equilibrio.
- “Via dai guai”: un piccolo racconto generazionale, sincero e diretto.
- “Internet”: una delle migliori descrizioni italiane della solitudine digitale.
- “Alpaca”: memoria, identità, infanzia, tutto in un’immagine che resta.
Sono brani che mostrano cosa può essere Nostalgia/Futuro quando trova il suo centro. Non è un disco che apre mondi nuovi, non ha un vero picco emotivo. Alcuni brani sembrano più esercizi di stile che necessità espressiva e la scelta di raccogliere molti singoli già usciti rende l’album più una sintesi che un’esplorazione.
Insomma, un debutto solido, sincero, che promette più di quanto mantiene. “Nostalgia/Futuro” è un album che si fa ascoltare con piacere, che racconta una sensibilità precisa e che non finge di essere ciò che non è. È un debutto che mette ordine più che aprire mondi, che mostra una scrittura forte e un’identità sonora in costruzione. È un disco onesto, intelligente, ben scritto, ma non ancora pienamente compiuto. Un progetto che ha già molto da dire, e che potrebbe dire ancora di più.
[On AOTY]



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