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Apparat – LP Of The Week – 2026

Apparat – LP Of The Week – 2026

1 aprile 2026
the unkle

  • Artista: Apparat
  • Titolo: A Hum Of Maybe
  • Etichetta: Mute
  • Durata: LP, 11 tracce, 51 minuti circa
  • Paese: Berlino, Germany
  • Genere: Downtempo, Ambient, Electronic
  • Tipologia: LP – Studio
  • — — —
  • AOTY

Con Sasha Ring è sempre un po una lotteria, sarà più cantautoriale, più techno o più ambient? Forse IDM? Persona non amante delle categorie (leggere qui) alle quali sfugge agendo come una sorta di musicista poliedrico e muta-forma, caratteristiche ammirevoli s’intende.

Nel 2020 uscì con un quadruplo LP dal titolo “Soundtracks” suddiviso in appunto quattro capitoli “Capri-Revoltion”, “Stay Still“, “Däemon” e “Equal Sessions” – un LP per ogni film musicato da Ring. Solo un anno prima pubblicava un dei suoi migliori lavori “LP5“.

Dopo sei anni ma non senza collaborazioni come per esempio in “More D4ta” (2022) anagramma di Moderat 4 in collaborazione col duo Modeselektor, esce questo “A Hum Of Maybe” in cui Ring nuovamente sceglie una via non super-definita, più vicino a “LP5” dal punto di vista estetico che al mio amato “Duplex” in cui l’IDM regnava sovrana con tutte le sfumature apparatiane ovviamente, ma era il 2003.

In questo lavoro, sofferto a detta dell’artista per un prolungato momento di vuoto artistico, non adotta quei crescendo anche lenti che culminavano in una catarsi ma preferisce una media intensità, adottando una sorta di brown noise che “simboleggia la presenza pesante e tangibile di possibilità irrisolte, o quella pressione silenziosa sotto decisioni che non sono state ancora prese” (cit. Trev Elkin).

Elemento attrattivo di questo lavoro è il peso del tempo, inteso non come proprietà fisica ma come importanza, i colpi irregolari in “An Echo Skips a Name” e la lentezza in “Enogh for Me“, nonché “Pieces, Falling” fanno emergere le difficoltà e l’utilizzo di farmaci antidepressivi di cui Apparat vorrebbe farne a meno.

Una prima parte del disco fino alla traccia sei, in cui l’artista riesce apparentemente a superare le proprie difficoltà ispirative ma che nella seconda parte ci ricorda di debolezze e minacce pronte a prendere il sopravvento.

L’inizio dell’album con colpi di tastiera e cassa soffusi, quasi abbozzati, ci accompagnano nel clima sofferente anche se parzialmente mascherato, di questo album. Dicevo che i crescendo e le aperture euforiche espresse in altri lavori qui sono meno evidenti, una eccezione la produce un po “A Slow Collision” e un po “An Echo Skips a Name“, dove la firma Apparat è maggiormente evidente.

Non il suo miglior lavoro ma non fa certa brutta figura nella discografia di questo quasi cinquantenne (classe 1978) che quando pubblica un lavoro lo fa solo per necessità artistiche.


Due brani per LP Of The Week ☝
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Disco d’Oro

Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali. "LP4" degli American Football segna il ritorno della band dopo sette anni, mescolando introspezione e malinconia. Le tracce esplorano il dolore e la bellezza dell'invecchiare, offrendo un viaggio emotivo ricco di sfumature e onestà, lasciando un'impronta profonda nell'ascoltatore.

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