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The Orielles – LP Of The Week – 2026

The Orielles – LP Of The Week – 2026

8 aprile 2026
the unkle

  • Artista: The Orielles
  • Titolo: Only You Left
  • Etichetta: Heavetly Recordings
  • Durata: LP, 11 tracce, 44 minuti circa
  • Paese: Manchester, UK
  • Genere: Indie Pop, Alternative Pop, Experimental Pop
  • Tipologia: LP – Studio
  • — — —
  • AOTY

Quarto LP per questo progetto che dal 2018 si pronuncia sulle scene alternative del pop inglese con raffinatezza e ricercatezza.

Il disco è stato presentato al pubblico come la “chiusura di un cerchio”. Una sorta di ritorno verso le strutture indie-centriche del debutto “Silver Dollar Moment” (2018), quasi volessero chiedere scusa per le derive sperimentali e i minutaggi schizofrenici — parliamo di frammenti da 50 secondi accostati a suite da otto minuti — del precedente “Tableau” – che ho sempre apprezzato!

Il punto, però, è che “Only You Left “non è affatto un ritorno all’ordine, quanto piuttosto un esperimento di compartimentazione. Il disco vive di una binarietà. C’è questo contrasto tattile che non si limita a stare nei titoli dei brani, ma ne infetta il DNA compositivo: da una parte l’organico, l’armonia che si srotola pigra; dall’altra la frizione metallica, l’asprezza, quella densità atmosferica che sembra quasi claustrofobica.

Il momento in cui la faccenda si fa davvero interessante — intendo quel tipo di interesse che ti costringe a riavvolgere il nastro per capire se hai sentito bene — è quando questi due motivi collidono frontalmente. Prendi “Shadow Of You Appears” in cui ci sono questi archi che fendono l’aria con violenza portando la tensione fino al punto di snervamento elastico (come quando tiri l’elastico quasi fino a spezzarsi), finché un attacco di chitarra ti afferra per la collottola riportandoti indietro dal baratro.

Oppure “Tears Are,” dove il sussurro etereo di Esmé Hand-Halford, una roba che suona come un respiro filtrato attraverso il cotone, cozza contro riff melmosi che poi, senza preavviso, espirano in una chitarra acustica dal calore bucolico un po fastidioso.

Tuttavia — e qui c’è il “però” che impedisce al disco di essere TOP — nell’ultimo terzo dell’album la struttura inizia a mostrare segni di cedimento. I legami, già di per sé piuttosto lassi, si allentano del tutto. Le tracce finali iniziano a dilatarsi, diventando curiosamente slegate. Quindi, il famoso cerchio si è chiuso? La risposta breve è: No. Ma d’altronde, gli Orielles non sono mai stati tipi da forme geometriche concise o rassicuranti. È tutto molto più magmatico di così.

Il mio preferito rimane ancora “Tableau” ma questo disco risulta comunque una buona prova.


Due brani per LP Of The Week ☝
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2026, Heavetly Recordings, LPofTheWeek, The Orielles, UK

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Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali. "LP4" degli American Football segna il ritorno della band dopo sette anni, mescolando introspezione e malinconia. Le tracce esplorano il dolore e la bellezza dell'invecchiare, offrendo un viaggio emotivo ricco di sfumature e onestà, lasciando un'impronta profonda nell'ascoltatore. Negli ultimi giorni si è intensificata la campagna per l’LP dei Boards Of Canada, mentre vari artisti come Shed e Gilla Band presentano nuove tracce che esplorano l’elettronica e il rock, arricchendo il panorama musicale attuale. Loraine James presenta "Detached From The Rest Of You", un album che oscilla tra IDM e Glitch Pop, rivelando emozioni nuove e collaborazioni sorprendenti. Un'opera che sfida le convenzioni mantenendo l'autenticità e la vulnerabilità del suo genio creativo. La musica si manifesta in modi sorprendenti: dall’elettronica di The Field al ritorno degli Arab Strap, passando per il grunge di Blondshell. Ogni artista porta un tocco unico, promettendo un viaggio musicale emozionante e vibrante. I Parlor Walls, provenienti da Brooklyn, presentano il loro album "Big Crystal Dreams", frutto di un equilibrio creativo tra struttura e improvvisazione. L'opera esplora la corporeità del suono, evidenziando tensione e vulnerabilità. Il duo gallese Overmono e artisti come Fink, Modest Mouse e Sharewater offrono brani che riflettono una ricca varietà di generi musicali, eccoti una discovery per la settimana.

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