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Angina pectoris, un nome e una destinazione.

Angina pectoris, un nome e una destinazione.

10 aprile 2026
the unkle
  • Band: Angine de Poitrine
  • Titolo: Vol.II
  • Etichetta: SELF LABEL
  • Uscita: 3 Aprile 2026
  • Genere: Math Rock, Psychedelic Rock, Progressive Rock
  • Durata: 36 minuti, 6 tracce
  • Tipologia: LP – Studio
  • Paese: Saguenay, QC, Canada

Si fanno chiamare Khn e Klek e sembrano due personaggi usciti da un cartone animato per bimbi minkia. Il problema è che il nome del progetto è esattamente il riflesso della loro musica sul mio organismo. Per angina pectoris si intende un dolore al petto che si presenta quando l’afflusso di sangue al cuore si riduce a causa del restringimento o dell’indurimento delle arterie (coronarie) che lo irrorano, è esattamente quello che mi accade ascoltando questi due, la rabbia credo…

I due sembra suonino insieme da almeno una ventina d’anni, non proprio di primo pelo sembra. Fino ad oggi non se li è filati nessuno, non sarebbe la prima volta che musicisti di talento vivano per lo più nella più completa disattenzione dei più. I due però, guarda caso, emergono quando decidono di mascherarsi da pupazzi del cazzo.

Damon Albarn e Jamie Hewlett misero in pratica l’idea per cui in un mercato povero di qualità anche una band immaginaria avrebbe potuto avere successo. Ebbero ragione, loro però inventarono i Gorillaz e sti due non hanno inventato proprio nulla.

Una chitarra autocostruita con una scala microtonale alla maniera mediorentale, anche qui nulla di nuovo, te la puoi comprare senza fare il faidate oppure di tutorials ne è piena l’Internet! Vabbeh lui ci mette anche il basso, si vede che un bassista non l’hanno trovato per mascherarsi come un demente.

Bada, non è un tema di mascheramenti, è piena la storia della musica di band mascherate, tutti scomodano i cazzo di Kiss ma loro sapevi chi fossero e che facce avessero, dei GOAT invece non sai quasi nulla… Ma i GOAT spaccano!

Se non li guardi in un video, maledetti quelli di KEXP, in cui mi viene da contare i cazzo di pois che li ricoprono, i 36 minuti di “Vol. II” sono una palla clamorosa di scale e scalette microtonali appunto che non dicono nulla, che non ti regalano un gran che, solo la constatazione che insomma almeno le dita le sanno usare bene ma a me non basta.

Zero composizione, un esercizio puramente didascalico, se si levano i mascheroni potrebbero tornare da dove sono venuti senza che il mondo se ne ricordi più di tanto, come un infarto ti leva dal mondo, mi aspetto solo di vederli sparire anche senza conseguenze letali s’intenda.

(P.S. nella playlist di sotto non troverai dei loro pezzi)

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Dischi Deludenti, Opinioni Non Richieste!
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Disco d’Oro

Il nuovo album "Eternal Life No End" di Radwan Ghazi Moumneh e Frédéric D. Oberland, pubblicato da Constellation, affronta con profondità la crisi geopolitica nel sud-ovest asiatico. Attraverso una fusione di elettronica e strumenti acustici, trasmette un grido di dolore e speranza. Sette dischi di musica, tra Krautrock e elettronica, buttiamo un occhio ai rilasci di aprile. Mentre alcuni titoli brillano per originalità e intensità, altri si rivelano blandi e privi di appeal, quasi come un peso da sopportare. La musica di questa settimana è un mix tra artisti che tornano e altri che spuntano come funghetti! Samuel Baur, voce e chitarra della band, risponde in prima persona, ma con la voce collettiva della band e racconta un processo vivo, fatto di tentativi, di stanze di prova... Il nuovo EP dei Ladylike, "It's a Pleasure of Mine, to Know You're Fine", offre un'esperienza musicale matura e suggestiva, capace di trasmettere emozioni attraverso sonorità folk e post-rock. "Dark Sky Reservation" degli L.Y.R. è un'opera affascinante che esplora la tensione tra oscurità e luce. Con uno stile personale, trasmette una fragile speranza in un mondo complesso. Un ascolto coinvolgente! Questa settimana i Massive Attack sono i protagonisti — per la musica e per l'impegno, con Robert Del Naja arrestato alle proteste pro-Palestina. In playlist anche Clark, Tori Amos, Haunted Youth, MJ Cole & John Glacier e molti altri. 3 ore e 40 di musica da non perdere. Jaguar Sun, il cui stile è perfettamente collegato alla sua arte. L’estetica dei suoi look, t-shirt dalle grafiche molto semplici e astratte... Fondamentalmente, hanno ancora un sacco di cose da insegnarmi su come si dice la verità senza concedere troppi sconti.

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