- Band: Ladylike
- Titolo: It’s a Pleasure of Mine, to Know You’re Fine
- Etichetta: Heist or Hit
- Uscita: 13 Marzo 2026
- Genere: Folk, Post-Rock
- Durata: 21 minuti 6 tracce
- Tipologia: EP – Studio
Nonostante la straordinaria stringatezza della loro discografia (per ora è solo un EP ed un singolo che riuniscono le cose pubblicate dai Ladylike) questo “It’s a Pleasure of Mine, to Know You’re Fine” dimostra una maturità fuori misura del quartetto proveniente dalla costa sud dell’Inghilterra.
Il giovanissimo quartetto di Brighton infatti riesce a produrre un sound tipicamente chitarristico-acustico che spazia dal post rock al folk. La band Ladylike è composta da Georgia Butler (voce, chitarra), Spencer Withey (voce, chitarra, synth), James Ely (batteria) e Archie Sagers (basso a sei corde). Da amici di università con la passione per la musica decidono di provare a creare una band. Non sanno quale direzione prendere e dopo un periodo iniziale, cominciano a suonare in pubblico brani (seppur figli delle loro improvvisazioni) anche non completamente raffinati.
La loro musica è quindi una tipologia di creazione nasce più dal percorso fatto, che da una vera direzione artistica presa. Si direbbe quasi più per tentativi ed errori che per una vera e propria chiamata vocazionale ad uno specifico genere. Quello che ne risulta è estremamente interessante, vivo e (passatemi l’espressione forse non appropriata) ad ampio respiro. Se un disco (come questo) riesce a far risuonare anche i silenzi come attese meditate, beh siamo davvero sulla strada giusta.
È un disco seppur breve ma che sa costruire le sue atmosfere, che ti porta con sé nel loro “hortus conclusus” dove meditare e dove rifocillare l’anima. Inoltre è anche un disco che (a mio parere estremamente positiva) in cui i brani non “temono” né di esser troppo lunghi o troppo brevi: probabilmente alla ricerca di quella sensazione sempre piuttosto indefinibile.
Non so se Brighton sia un posto nebbioso, probabilmente no essendo vicino al mare. Ma a me piace immaginarlo così: con i Ladylike che compongono nella bruma come dei Black Country, New Road meno “studiati e arzigogolati” e che in qualche modo occhieggiano a sonorità come quelle dei Mogwai e ad atmosfere che mi ricordano i preziosissimi (a parer mio) Loma.
Concludo con una nota che ho trovato divertente riguardo ai testi: come la musica sono improvvisazioni che però spesso partono da modi di dire sui quali poi si imbastisce il testo. Guardando la tracklist di “It’s a Pleasure of Mine, to Know You’re Fine” diventa un facile gioco divertirsi a trovarli. Anche questa una scintilla di genio.
Insomma a Brighton si compone bene, con maturità ed artisticità quando si parla dei Ladylike, e non solo. Saranno la nuova best thing dell’alternative? Non so. Ma la testa ed il cuore ci sono.
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