Kee Avil è in copertina, una signora oscura e misteriosa si fa avanti brano per brano…
Sul fronte dell’elettronica The Field — il progetto del produttore svedese Axel Willner, che da Berlino confeziona loop minimali come se il tempo fosse una materia plasmabile — deposita qualcosa che suona come déjà vu. Clark, veterano spericolato della Warp Records e autore nel tempo libero di colonne sonore per serie TV, intitola il suo pezzo “Who Booed the Geese” e già questo dovrebbe dirti tutto. Tricky, padre nobile del trip-hop nato a Knowle West, Bristol, uno che ha co-inventato un genere con Massive Attack e poi ha trascorso anni a smontarlo metodicamente, si ripresenta con Mitch Sanders portando la stessa eleganza buia di sempre.
Nell’indie-rock ci si fa del male con stile. Blondshell — Sabrina Teitelbaum, Los Angeles, formazione classica al pianoforte poi convertita al grunge per sopravvivenza emotiva — scrive canzoni che sembrano cadute dal cielo e atterrate benissimo. Arab Strap, coppia scozzese di Aidan Moffat e Malcolm Middleton, si era sciolta nel 2006 come se ne avessero abbastanza l’uno dell’altro; nel 2021 hanno evidentemente cambiato idea, e meno male. Cigarettes After Sex fanno esattamente quello per cui esistono: toglierti l’aria, lentamente, senza scuse.
Sull’hip-hop storto, E L U C I D con Cooley Cal costruisce qualcosa che assomiglia al rap solo se guardi da lontano. Ed O’Brien — il chitarrista più silenzioso dei Radiohead, che dal 2020 ha un progetto solista chiamato EOB — ricorda che chi sta in seconda fila per trent’anni ha qualche volta la cosa più interessante da dire.
Chiude il cerchio Nuhara con “Ora Cu (Cantu ri Salinai)”, in siciliano, come un sasso gettato in un pozzo. Si sente l’eco.
Due ore e mezza e Buona settimana.





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