Sono partiti i Mondiali e l’Italia è a casa a guardare, come da “recente tradizione”. C’è qualcosa di rilassante, in fondo: nessuna illusione da gestire, nessun cuore in gola per rigori improbabili. Si spera in qualche sorpresa fuori dai ranghi — il Marocco, il Giappone, chiunque abbia voglia di rovinare i piani a qualcuno di più quotato — e nel frattempo ci si mette le cuffie…
L’Rain — Taja Cheek per chi non la frequenta ancora — apre le danze con “soulless cycle“, singolo che anticipa “fata morgana” in uscita ad agosto su Mexican Summer. Cheek costruisce qualcosa che parte quasi in sordina, voce in loop e campo sonoro rarefatto, e poi spara tutto su una parete di chitarre shoegaze. La Brooklyn underground ha trovato in lei la sua voce più obliqua.
Sul versante elettronico, Bonobo — Simon Green, Brighton, vent’anni abbondanti a fare dance organica su Ninja Tune — torna con “Me and You“, primo singolo da “Distance in Static” che arriverà a settembre e qualcuno di noi ha già sentito in listening party rimanendone entusiasta. Il brano ha girato per mesi nei suoi set da DJ, rodato tra pop-up a Londra e Parigi, e si sente: è club music che conosce i suoi angoli, bassline decisa e una certa aria di chi sa di avere qualcosa in mano.
Da tutt’altra parte arriva la notizia dei MONO, band di Tokyo al tredicesimo album. “Snowdrop” è uscito il 12 giugno e “Farewell to Spring” è uno dei brani più sommessi e precisi che abbiano mai scritto: loop sovrapposti nell’oscurità, poi un drone che cresce con calma, Steve Albini il loro produttore di sempre, è morto nel 2024, e il disco non lo dimentica mai davvero.
Sempre sullo shoegaze, ma in tutt’altra latitudine emotiva, arriva Parannoul da Seoul: “Remaining” è un altro singolo che fa sperare in un album imminente, e dopo Sky Hundred del 2024 — disco più abrasivo, meno sentimentale — sembra quasi un riavvicinarsi a quella furia emo-distorta che lo ha reso celebre su internet prima che qualsiasi label sapesse chi fosse.
Chiude la settimana Interpol, che con “This Mirror Weighs a Ton” conferma di essere ancora lì, inamovibili, fedeli a sé stessi nel senso migliore del termine, forse…





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