La copertina di questa settimana è dei Gilla Band per una ragione semplice, in un panorama fatto di ritorni prevedibili e strategie di rilancio commerciale, sono l’unico nome che rischia davvero qualcosa. Quattro anni di silenzio, un disco costruito lontano dalle scadenze e un primo singolo che invece di ammorbidire i toni li rende più ostili. Mentre altri cercano il consenso, loro cercano l’attrito. Per un blog che vive di etichette indipendenti, è esattamente il tipo di scommessa che vale la prima pagina.
Mentre Madonna torna con un LP e mezzo mondo si ferma a discuterne, qui la settimana la fanno le etichette indipendenti, e ne fanno tante. La “notizia più rumorosa” arriva proprio dai Gilla Band, che con “Placeholder” annunciano “Pugnello”, secondo album in quattro anni, fuori il 25 settembre per Rough Trade. Il brano spinge ancora più a fondo nel loro industrial deforme già intravisto in “Giraffe”, uscita a maggio; a ottobre due date raccolte a Londra, all’ICA in the round, e a Manchester, al White Hotel prima della chiusura del locale a gennaio.
Restando in area UK, gli Interpol hanno svelato “Iron City”, terzo estratto da “This Mirror Weighs a Ton”, atteso per il 28 agosto: primo disco in quattro anni, prima volta su Partisan, con Andrew Wyatt alla produzione e David Fridmann al mix, tra archi, fiati e cori a intorbidare la loro formula. In autunno un tour europeo condiviso con i Bloc Party, due serate finali all’Olympia di Londra. Più melodici i Nation of Language: “The Conversation” è un inedito recuperato dalle sessioni di “Dance Called Memory”, pubblicato come lato B di un 7″ che ospita una cover springsteeniana. Ad agosto tre notti sono sold out a Londra, al Village Underground.
Il folk lo tiene Radie Peat, voce dei Lankum, al debutto solista con “Still I Love Him”, tradizionale irlandese scovato negli archivi dall’amico John Francis Flynn, l’obiettivo dichiarato è catturare l’euforia e la devastazione dell’amore ossessivo.
Sul versante jazz e dintorni, gli Ezra Collective arrivano con “Well Organised” accanto a Lila Iké, interpolazione del “Chase the Devil” di Max Romeo e steel pan registrata al volo da Femi in un centro giovanile londinese: anticipa “Here Because of Hope”, quarto album, previsto per il 18 settembre, seguito dal loro tour più grande di sempre. In territorio più notturno Bonobo duetta con Arooj Aftab in “Fire on the Water”, cuore emotivo di “Distance in Static”, inciso in parte al ranch di Neil Young; Aftab canta in urdu su un loop di chitarra nato quasi per caso. E la stessa Aftab compare nel video di “borderline” di L’Rain, secondo singolo di “fata morgana”, disco dedicato alla madre e in uscita il 14 agosto.
Chiudono tre ritorni di peso. Jack White che pubblica “Frozen Charlotte”, settimo album solista registrato al Third Man con la sua band da tour, e ne lancia il finale “Neighbors Blues”, blues ringhioso a inaugurare un anno interamente on the road. Da Tokyo, Cornelius annuncia “Refractions” per il 19 agosto e ne estrae “Twisting & Glistening”, funk danzereccio costruito su electro anni Ottanta e accordi jazz. Infine i Mountain Goats con “Charlie Sheen Reaches Out to the Feds”, ispirata a un fatto vero del 1991, che apre “Days”, ventiquattresimo album di John Darnielle. Se cerchi qualcosa di più caldo, i fratelli Hermanos Gutiérrez portano le Ande in “Los Ojos Del Cóndor”, prodotto da Dan Auerbach.
Alla prossima settimana!!!





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