La copertina di questo episodio (o meglio playlist) è di John Glacier, e la ragione sta tutta in “Bond Girl”: dopo l’esordio “Like a Ribbon” la londinese è passata per le collaborazioni con Blondshell e MJ Cole, e adesso torna con un pezzo co prodotto dai Take A Daytrip che guarda alla techno di Detroit delle origini, rap sussurrato su una base levigata, video di lusso firmato Léa Ceheivi. È il rientro più interessante della settimana perché non ricalca nulla di quanto aveva già fatto.
Il resto vede Chelsea Wolfe che annuncia il nono album “The Dark” e lo apre con “Cold”, goth folk in cui parla apertamente di sobrietà e del bisogno di smettere di abbandonarsi. I Protomartyr rientrano con “Hotel Usona”, fuori il 25 settembre per Domino e registrato da Dave Fridmann: il singolo “Sounds We Cannot Hear” si porta dietro un video di compleanno solitario finito a botte, e Iggy Pop lo ha già bollato come “wagneriano”. Più teatrale l’intensità trattenuta di Grace Cummings in “FAKE”, mentre Katherine Priddy apre il terzo disco, e un tour 2026, con “Secrets Still Remain”.
Cambio di passo con l’elettronica. Daphni, alter ego dance di Dan Snaith dei Caribou, infila “hav u a sec” dopo “Butterfly”, sedici tracce uscite a febbraio su Jiaolong, disco in cui per la prima volta si è messo a cantare sotto quel nome. Baxter Dury affida invece “Kubla Khan” alle versioni estese di Paul Epworth, che ha rimesso mano all’intero “Allbarone” per Heavenly.
Dall’alt country arriva Lambchop: “The New World Wave” anticipa “Punching the Clown”, primo disco in quattro anni per Kurt Wagner, con Justin Vernon al banjo altrove nel tracklist. Più politici gli Archive, che con “Yahoo” firmano un pezzo di protesta a sostegno di Peace Direct. Chiude il jazz di corto.alto, progetto dello scozzese Liam Shortall già nominato al Mercury: “IJUSTIDONTKNOW” arriva dal nuovo “Some Small Fortune”.
Alla prossima settimana!!! 😘





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