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Los Sara fontan – LP Of The Week – 2026

Los Sara fontan – LP Of The Week – 2026

29 luglio 2026
the unkle

  • Band: Los Sara Fontán
  • Titolo: «Consuelo»
  • Etichetta: Aloud Music / Gandula
  • Durata: 8 tracce, circa 40 minuti
  • Paese: Barcellona / Calonge, Catalogna
  • Genere:  Alt. Jazz, Rock strumentale, Electro Jazz
  • Tipologia: LP – Studio
  • Pubblicato: 20 febbraio 2026
  • — — —
  • AOTY

Si è un disco di febbraio ma l’ho scoperto da un paio di settimane circa…

Un violino e una batteria, nessuna voce, elementi elettronici, otto pezzi che parlano di autoritarismo, guerre e collasso climatico senza pronunciare una parola. Detta così sembra la premessa di un disco insopportabile, e invece «Consuelo» è una delle cosa più diretta uscita quest’anno dalla scena catalana ma anche in generale direi. Il merito sta tutto nel fatto che Sara Fontán e Edi Pou non usano gli strumenti per illustrare un concetto: li usano per “litigare”, e la lite è il contenuto.

Il duo esiste dal 2017 e per anni ha fatto una scelta che nell’industria di oggi suona quasi provocatoria: suonare dal vivo in mezza Europa senza pubblicare niente. Il primo disco, «Queda Pendiente», è arrivato solo nel 2023, quando i pezzi erano già stati consumati sui palchi. Le provenienze aiutano a capire l’attrito: lei viene dal classico e dal jazz ed è passata per i Manos de Topo, lui dall’hardcore e continua a picchiare negli ZA!. Quando Fontán dice che alla gente basta sapere che non cantano per perdere interesse, non sta lamentandosi: sta descrivendo il perimetro dentro cui ha deciso di lavorare.

Il disco è stato registrato e prodotto da loro stessi a Dalt-de-Tot, lo studio ricavato in casa a Calonge, con il mixaggio affidato a Santi Garcia agli Ultramarinos Costabrava e il mastering ad Álvaro Gallego. Il dettaglio che conta di più, però, è un altro: in studio non hanno suonato insieme. Si sono registrati a turno, per poter scavare nei dettagli di produzione. È una decisione che si sente, e non sempre a favore. «All the Bastards» apre con una tensione ritmica che sembra pronta a esplodere e non esplode mai del tutto; «Zapatos, Selfie, Genocidio, Makeup» accumula pizzicati ostili e percussioni metalliche costruendo l’arco più ambizioso del lotto. In entrambi i casi il suono è perfetto e leggermente sotto vuoto, come se mancasse l’errore che dal vivo rende questo duo “pericoloso”.

Dove «Consuelo» funziona senza riserve è nella seconda metà. «Megalodon 2» parte da un impianto quasi sinfonico e scivola dentro un motorik deciso. «Dubte Metòdic» tiene il dubbio del titolo per tutta la sua durata senza risolverlo, e la coppia finale «Elektra» e «Salomé» prende dal Novecento col ritmo come violenza organizzata, e la restituisce con due soli strumenti. Al centro c’è «Creer Fuerte», il pezzo che il duo indica come luogo della speranza, ed è l’unico momento in cui la luce arriva prima del rumore invece che dopo. Piazzarlo a metà scaletta, e non in chiusura, è la scelta più intelligente del disco, una sosta e non un finale.

L’artwork illustrato da Clara Iris dice la stessa cosa senza spiegarla: una donna ti guarda in faccia, l’archetto legato dietro la schiena, una cavalletta tra le braccia. Strumento momentaneamente deposto e la natura tenuta stretta. È il disco in un’immagine.

Non è un lavoro perfetto e non ha bisogno di esserlo. Ha un problema di resa: la levigatezza dello studio limita ciò che i due sanno fare quando hanno un palco e un pubblico davanti, e almeno un paio di transizioni nella prima metà chiudono troppo bene per un disco che dichiara di voler stare scomodo. Ma la direzione è giusta e la posta in gioco è alta. In un anno in cui buona parte della musica politica si esaurisce nel comunicato stampa, Los Sara Fontán hanno fatto la scelta più difficile, togliere le parole e lasciare che il senso lo produca il suono. Ci sono riusciti abbastanza da rendere ridicola l’idea che serva un testo per dire qualcosa.


Fonti consultate

  • Aloud Music – Los Sara Fontán y su Consuelo — crediti ufficiali: registrazione a Dalt-de-Tot, mix Santi Garcia, mastering Álvaro Gallego, artwork Clara Iris, design Todojunto
  • Mondo Sonoro – intervista — dichiarazioni del duo, rifiuto del ciclo disco/tour, ruolo di «Creer Fuerte»
  • El Enano Rabioso – intervista — metodo di registrazione a turni, lettura politica del disco

P.S. – Su spotify non appare ancora il disco, di conseguenza la playlist di seguito non è aggiornata.


Due brani per LP Of The Week ☝
LP of The Week 2026, Opinioni Non Richieste!, Podcast

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Classifica personale di un 2026 convulso, distorto, folle, malato, come diceva Giovanni Ferretti "secolo osceno e pavido grondante sangue e vacuo di promesse". John Glacier nella copertina di questo 26 luglio... in #playlist tanti pezzi interesanti. Passa una buona settimana in compagnia della nostra PL! A metà anno, si analizzano diverse uscite musicali di artisti provenienti soprattutto dal Nord Africa e dall'Asia del sud ovest. Tra le opere recensite ci sono l'album di Flea, i Dry Cleaning, i Ladylike, Kieran Hebden, e i Radwan Ghazi Moumneh & Frédéric D. Oberland. Ogni disco offre un'esperienza unica e innovativa. L'album "Role Model Hermit" dei Mary in the Junkyard, pubblicato il 3 luglio 2026, è una meditazione sonora che fonde indie rock e folk. Mentre la produzione è meticolosa e avvolgente, la voce solista risulta dissonante e infantile, compromettendo l'atmosfera generale. In un mondo dove la velocità è regina, noi rispondiamo con passo della tartaruga: 10 dischi, tra ambient che pizzica e rock che cammina, avanti e indietro, ma sempre con stile! Questa settimana è intensa: CLAMM è in tour con Rats, mentre Queens of the Stone Age e Echo & the Bunnymen rilanciano il loro seguito con uscite attese. La scena si fa sentire con il debutto di Man/Woman/Chainsaw, l'album Pure Devotion di Overmono e nuove proposte sperimentali come Eartheater e Tricky. Non dimenticare l'ironia d'Arab Strap e le uscite indie come Babehoven e Slow Fiction. I Muse tornano con "The Wow! Signal", un album che è come un invito alieno a chiudere la bocca. Dopo dieci dischi, sembra che il loro trucco sia diventato più prevedibile di un film di Natale: troppe idee e zero profondità. Settimana ricca, amici! 🎶 I Sons of Zöku, con la loro musica psichedelica e rituale, offrono un viaggio emozionante di rinascita e trasformazione. Brani come "HÕÕ", "Energia" e "The Moth" esplorano connessioni profonde tra spiritualità e fisicità, invitando gli ascoltatori a partecipare attivamente.

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