- Band: Shock Corridor
- Titolo: «Shock Corridor»
- Etichetta: Self Label
- Durata: 9 tracce – 43 minuti circa
- Paese: Australia, Naarm/Melbourne
- Genere: Art Rock, Shoegaze, Post Rock
- Tipologia: LP – Studio
- Pubblicato: 14 agosto 2026
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- AOTY
Il nome della band e di questo omonimo LP, se lo sono portati a casa da un DVD del padre del cantante. George Miller (voce) ha raccontato che «Shock Corridor» di Samuel Fuller, 1963, stava lì in salotto, gli è piaciuto il titolo, e da allora nessun altro membro della band ha mai visto il film. Vale la pena partire da qui, perché dice qualcosa di preciso su questo disco: e di questa band sconosciuta generata dal lato opposto del globo.
Sono in sei, vengono da Naarm/Melbourne, e si conoscono da quando andavano al liceo insieme. La cosa è nata nel 2019 nel seminterrato della madre di Miller, a Kew, con Henry Rawling (basso e tromba) che aveva appena ricevuto un basso come regalo di compleanno. Il primo concerto vero arriva solo nel 2022, al George Lane di St Kilda, in apertura a Jack Howard. L’EP di debutto, «I’m Afraid I’ve Lost My Way», l’hanno registrato nel 2023 durante le sessioni settimanali del diploma di produzione di un amico alla RMIT. Poi, tra il 2023 e il 2026, con i lunghi lockdown di Melbourne alle spalle e ogni headline show di Melbourne sold out, arriva l’occasione seria: sette giorni consecutivi ai Soundpark Studios con Dan Luscombe in cabina di regia.
Luscombe è quello dei Drones, di Amyl and the Sniffers, di Courtney Barnett, un produttore che sa far suonare grosse le band che suonano insieme in una stanza. Il mix è di Aaron Cupples, che ha lavorato con Spiritualized e Tropical Fuck Storm. È una scelta di campo: sette giorni non sono abbastanza per costruire un disco a strati in studio, quindi il disco doveva già esistere prima e infatti esiste.
Su nove pezzi — «In Shining Armour», «Alarm Bell», «Buster», «Spit Take», «Sheet Metal», «Off Season», «Ambulance!», «Signs Of Stopping», «Abyssal (Redux)» — almeno un paio arrivano dal repertorio live e uno è la riscrittura dichiarata di materiale già inciso. Un esordio che rilavora il proprio archivio è sempre un segnale doppio: un gruppo che ha suonato queste canzoni per anni, è un gruppo che di canzoni non ne ha ancora tantissime… Ma sono giovanissimi.
L’impasto dichiarato è quello che ti aspetti dai nomi che fanno in ogni intervista: Massive Attack, Portishead, Björk, PJ Harvey, Talk Talk. Loro stessi hanno definito il proprio suono un mostro di Frankenstein, pensa ad una Bristol 1994 innestata su una Melbourne del 2026!
Detto così sarebbe la ricetta più consumata dl questo decennio, e nei momenti in cui il ritmo si abbassa e restano solo i bassi, l’atmosfera è esattamente quello che succede: senti già l’imprinting prima di sentire la band. Quello che rende ottimo il disco è la scelta degli strumenti. Saskia Permezel alla viola e al violino non è porta un tocco d’archi decorativo ma è sopra un beat trip-hop, è una voce che entra in conflitto con la sezione ritmica, e in «Ambulance!» quel conflitto è tutto il pezzo. Rawling e Joe Nossal (tastiere e tromba) che imbracciano due trombe in una band con due chitarre e le 808 producono un problema di spazio che qualcuno ha dovuto risolvere in arrangiamento, non in post-produzione, ed è lì che il disco smette di somigliare a qualcos’altro.
I testi funzionano quando restano concreti. «Sheet Metal» nasce dal guardare fuori dal finestrino di un treno all’estero e dalla sensazione delle cose non dette, un’immagine piccola, gestita senza retorica. Quando invece il gruppo dichiara di voler fare i conti con la condizione umana, come recita la loro stessa presentazione, il livello si abbassa un po, forse è prematuro.
Non è un debutto perfetto ma è ottimo. E’ una band di ventenni che ha imparato a suonare in un seminterrato può reggere sette giorni in uno studio serio senza farsi riscrivere addosso il proprio suono? Gli auguro i lmeglio e che imparino a non somigliare troppo ai Portishead.
La band:
George Miller: voce, chitarra, più basso e pianoforte
Saskia Permezel: violino, voce
Henry Rawling: basso, tromba
Joe Nossal: tastiere, tromba
Ari Guthrie: chitarra
Paddy Walter: batteria
«Alarm Bell» e «Ambulance!» sono nella playlist qui di seguito (due pezzi per LP Of The Week) 👇🏼



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