Alcatraz – Milano, 5 marzo 2024.
La serata è pregna di oscuri presagi. Il cielo del pomeriggio, già di per sé nuvoloso, lascia spazio alla pioggia su noi poveri astanti in attesa di entrare ad uno dei concerti più attesi degli ultimi tempi.
Ore 19: entriamo cercando di conquistare il posto più vicino ai nostri beniamini.
Fino a qui tutto bene.
Una manciata di minuti dopo salgono sul palco i Ditz che scaldano un pubblico che non ha alcun bisogno di esser provocato ed è subito un scontro di corpi come nella miglior tradizione e come da tempo non vedevo accadere. Il loro post-punk è rumoroso e senza compromessi. Di poche parole lasciano parlare i loro brani e l’evidente passione per il consumo di alcool.
Fino a qui tutto bene.
Dopo una ventina di minuti ecco arrivare sul palco dell’Alcatraz la tanto attesa band di Bristol. Le luci basse e bianche lasciano solo intuire le silhouettes degli Idles che aprono il concerto con l’atmosferico “Idea 01” il primo brano da “Tangk” che fa solo da apripista al classico brano introduttivo del live della band di Joe Talbot e soci: “Colossus“. E da lì in poi l’impatto e la potenza sonora della band rende la location davvero una bolgia infernale. Joe stesso è visibilmente soddisfatto e compiaciuto dell’accoglienza del pubblico milanese (e non solo).
Chi temeva in qualche modo che gli Idles potessero deluderli in quanto non più alfieri di un punk rock potente e sonoramente violento vengono subito zittiti dall’assalto sonoro dei cinque inglesi. La sensazione è proprio quella di aver davanti a sè una band in stato di grazia e che è molto più sé stessa ora che quando la vidi quest’estate, magari anche complice il caldo.
Una dietro l’altra snocciolano sia cavalli di battaglia ma anche brani dall’ultimo disco che (e qui lo affermo senza timore di smentita) non sfigurano affatto accanto alle classiche “I’m scum” o “Danny Nedelko“.
Nel dialogo tra il pubblico e il frontman non mancano proclami politici e prese di posizione sui temi di politica internazionale di più scottante attualità, tanto che il pubblico stesso saluterà la band con un coro “Free Palestine!”.
Io penso che gli Idles, fatte le dovute differenze, possano essere considerati come i Clash di questa generazione, non ne ho prove o argomentazioni edotte da esporre, ma se li vedrete in concerto forse lo penserete un po’ anche voi.
A mani basse la migliore band live di questi ultimi anni. Rock? Elettronica? Pop? Non lo so: live Is the fing.
La setlist:



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