
- Artista: Adrianne Lanker
- Titolo: Bright Future
- Uscita: 22 marzo 2024
- Etichetta: 4AD
- Durata: 44′ – 12 brani
La Lenker ci regala un altro magico esemplare di album Indie-Folk al quale già sentirò il bisogno nei momenti di melanconia, emozione che adoro.
Una sequenza di brani tra pianoforte e chitarra semplici, così semplici da meravigliare per bellezza, così presi ad apprezzare sofisticazioni e stratificazioni che dimentichiamo appunto la semplicità.
La natura è ciò che Adrianne ama fortemente ed è per lei motivo d’ispirazione e rigenerazione mentale e fisica, tanto da registrare il disco ai Double Infinity studio, immersi in un bosco nel nord-est degli USA.
Insieme a lei Nick Hakim, Mat Davidson e la violinista Josefin Runsteen, registrano per lo più in modo analogico e in presa diretta, per lasciare traccia del momento e anche delle imperfezioni che tanto sono umane e infatti così traspaiono in un album di una gentilezza e sincerità che ti fanno sentire una merda per aver appena schiacciato un moscerino.
Scorrono queste dodici tracce tra ricordi e riflessioni su se stessa, sentendo ancora la necessità del conforto della madre perché crescere (nata nel 1991) è sempre cosa complicata… Parla del tempo traditore, quello che corre troppo velocemente tra una stagione e l’altra nella speranza di un nuovo incontro, di un nuovo bacio.
Canta di cose comuni, di piccole cose, di brevi momenti, di piccole gioie. Quella piccola candela che si muove ed è l’unica cosa che si muove in quel momento d’intimità.
Nel cinismo che spesso pervade le nostre vite dal mattino alla sera, Adrianne Lenker ci regala un riferimento tale per cui, personalmente, posso confrontarmi e comprendere quanto sono uno stronzo. Si perché di tanta poesia non sono degno.
Mi trovo, di nuovo, quasi paralizzato mentre risuona in casa l’ultimo pezzo “Ruined”… Ti odio Adrianne!
Con affetto!



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