
- Artista: Giulia Impache
- Titolo: IN:titolo
- Etichetta: Costello’s Records
- Durata: LP, 10 tracce, 38 minuti circa
- Paese: Italia, Torino
- Track List:
- Oh, girl
- In the dark
- (I’m) looking (for) life
- Quello che (outside)
- Life is short
- Occhi
- Ogni cosa
- Please
- Sailor (for fin)
- When my eyes
Già in un’altra occasione ho avuto modo di affermare che non è per snobismo che trascuro la discografia italiana è solo più complicato per il sottoscritto trovare materiale interessante ma, quando ne vengo a contatto, non ho pregiudizi (almeno spero).
E’ così che mi imbatto in Giulia Impache, quasi per caso, leggendo distrattamente Instagram noto una pubblicazione della Costello’s Records di Milano e il click fu fortunato…
Dopo il primo ascolto ho pensato che sarebbe stata una bella opportunità per, diciamo, uscire dalla zona di conforto delle etichette indipendenti inglesi e americane e affrontare una produzione tutta nostrana, anzi più che nostrana, la Costello’s Records ha sede a Sesto San Giovanni (Milano) che fu casa natia fino a metà del 2013 (orgoglio sestese).
Giulia Impache dunque, artista di Torino che espone la propria visione del mondo attraverso l’album “IN:titolo”, una sorta di raccolta in cui i titoli delle tracce sono l’incipit di ogni brano “come spesso accade nei testi di poesia antica.” dice nelle note che accompagnano il disco. La musica di Impache per essere collocata nei generi ne dovrei utilizzare un po elettro-folk-jazz-pop-indietronica… e via così. Destabilizza? Si abbastanza ed è per questo che mi ha affascinato già dal primo ascolto.
Anticoformista, spigolosa nelle melodie, raffinata nella scelta dei suoni, non si fa ingabbiare in generi e si lascia andare ad un flusso quasi da free-jazz in “In the dark“. Più netta in “(I’m) looking (for) life” dove la baseline ritmata è sovrapposta a glich nonché ad arpeggi di chitarra con uno splendido break nel mezzo del brano.
Un’altalena sonora, un ondeggiare tra sentimenti e saliscendi quasi come fossi sballottato da un vento primaverile, quello che viaggia a folate non troppo forti ma che fa danzare nell’aria pesi leggerissimi, è l’immagine che mi appare mentre ascolto “Quello che (outside)“.
Nicolas Jaar di “Space is Only Noise“, Arca di “KiCk i” e la prima Julia Holter di “Loud City Song” potrebbero essere stati d’ispirazione per la Impache (mi piacerebbe sapere se si ritrova in questo).
In questo disco si respira internazionalità, ci sono tante idee, Giulia non ha paura di lasciare la voce dentro il mix senza farla emergere troppo all’italica maniera, c’è libertà di espressione e complessità ma fornisce anche l’opportunità di essere avvicinata e non essere troppo elitaria, permettendo a molti curiosi come il sottoscritto e quindi di poterla ascoltare senza rischiare di essere compresa solo da pochissimi.
Quasi quaranta minuti sorprendenti che non ti aspetti da una produzione italiana col mirabile lavoro di Marazzi e Acquafresca che dimostrano in questa occasione di essere di vedute di ampio respiro e non rimanere caratterizzati dal provincialismo tipico del contesto nostrano.
- Giulia Impache – voice
- Jacopo Acquafresca – guitar, electronics
- Andrea Marazzi – bass, electronics
- Composers: Giulia Impache, Jacopo Acquafresca
- Producers: Andrea Marazzi, Jacopo Acquafresca
- Lyrics: Giulia Impache
- Mixing: Andrea Marazzi
- Mastering: Nick Foglia



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