Ci fanno attendere fino alle 23 per sentire i londinesi Snapped Ankles eredi di un post-punk che rimuove chitarre e basso e li sostituisce con meravigliose diavolerie elettroniche, lasciando solo il batterista a suonare uno “strumento vero” (c’è dell’umorismo ma lo coglieranno in pochissimi) ma anche qui… Insomma a fianco alla batteria c’è un pezzo di elettronica che l’uomo a sua volta smanetta in modi a me poco noti ma molto efficaci e ciò mi basta!
Si presentano al modo loro, travestiti con tute mimetiche, volti coperti e gilet da manovali dell’autostrada con in testa luci colorate verdi, rosse e bianche. Abbastanza luminarie da “rottamare il tecnico delle luci” (come dice @antoniocaroli) così che sono loro con il movimento a inondare gli astanti rendendo la scena piuttosto caotica e anarchica.
Sala in sold-out quella del Covo Club di Bologna che accoglie con entusiasmo la band e la sostiene con grandi applausi e urla di approvazione.
Sette brani su dieci dell’esibizione sono estratti dall’ultimo LP “Hard Time Furious Dancing” del qualche abbiamo brevemente parlato nella rubrica LP Of The Week (qui: Nr. 12) e li portano da vivo con un impatto notevole, come dicevo un muro di suono che ti scalda la birra mentre li ascolti.
Non si perdono in troppe ciance e al netto del siparietto tra pubblico e vocalist della band nel quale parti del pubblico dovevano imitare il garrito del gabbiano, una fetta gli alberi di una foresta e gli altri non ricordo più (il senso è quello del “forest folk” dal quale la band si traveste negli show), la band è andata dritta nei suoi 70 minuti circa di esibizione.
Ha attratto molto la mia attenzione il microfono del cantante che in realtà sono due con annessi distorsori ed effetti vari ma in realtà nasconde anche un “long drum” o “long synth” ma da quanto leggo è una aggeggio fatto in casa, del tutto artigianale che va a sommarsi a quell’immaginario da “foresta” a cui loro tengono molto.
Il sound elettronico che ha lontane provenienze mescolato a ritmi a volte da patchanka ma con una batteria estremamente hard-rock, fanno del quartetto di Londra una strana fusione, una bestia che emerge dalla foresta della loro fantasia urlando ed esortando con toni grotteschi, ai tempi duri che viviamo e a ricordarci quanto il tempo sia prezioso per noi poveri animali terrestri.



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