
- Artista: SML
- Titolo: How You Been (Live)
- Etichetta: International Anthem
- Durata: LP, 13 tracce, 43 minuti circa
- Paese: USA, Los Angeles.
- Genere: Nu Jazz.
Dimentica i manuali e i vecchi dischi impolverati: il quintetto di Los Angeles SML è qui per dimostrare che il jazz del futuro suona come una conversazione tra amici che non hanno bisogno di parole. Il loro nuovo album live “How You Been“, per qualcuno è una lezione di improvvisazione così coesa da far impallidire i grandi.
Se hai beccato gli SML (Small Medium Large) dal vivo, sei stato fortunato perché l’esperienza me la immagino entusiasmante. Immagino quel momento in cui vedi i musicisti interagire e pensi: “Ok, qui c’è la magia, è telepatia pura.” Come fanno a non darsi segnali e a suonare così incredibilmente assieme?
Non è un caso che questi cinque fenomeni di Los Angeles appaiono operare su un livello superiore. Prendono dai loro padrini spirituali, i maestri del post-rock Tortoise, eguagliandone l’energia. La bassista Anna Butterss e il sassofonista Josh Johnson fanno parte dell’ETA IVtet di Jeff Parker, il chitarrista è dei Tortoise. La connessione c’è e si sente, ma attenzione: gli SML, con “How You Been“, hanno dato una bella spallata alla tradizione. Se l’ultimo dei Tortoise, “Touch“, ti ha lasciato un po’ freddə, questo è il disco che ti darà la scossa.
“How You Been” è la prova che gli SML non si accontentano. Se il debutto “Small Medium Large” era già una bomba, registrato in un paio di serate, il nuovo album è una bestia in evoluzione. Copre sei show in cinque città, da luglio 2024 a marzo 2025. Non è un semplice live, è come ascoltare un organismo che sta mutando in tempo reale.
Nessuno qui si risparmia. Jeremiah Chiu al synth è un vero stregone dei suoni, Gregory Uhlmann alla chitarra snocciola riff sciolti e urgenti, e poi c’è la sezione ritmica da far paura: la precisione funky di Anna Butterss al basso e i battiti distorti e complessi di Booker Stardrum alle percussioni. Solo pura interazione, se non ci credi, metti su “Stepping In/The Loop” e concentrati solo sui battiti sintetici di Chiu, o su come Johnson sparge i suoi loop di sax su “Chicago Three.”
Un consiglio? Soprattutto se sei nuovo al jazz improvisato, isola uno strumento alla volta. È il modo migliore per capire la vera forza degli SML: nessuno vuole fare il divo. In “Taking Out the Trash” per esempio, Uhlmann non fa assoli inutili, ma trasforma pizzicotti e strimpellate in un groove urgente e saporito. Poi, allarga l’ascolto e goditi come lui e Butterss si incastrano in un sincronismo pazzesco.
Certo, “How You Been” è un viaggio intenso. Al primo ascolto può sembrare difficile ma è travolgente. Gli SML sono intelligenti, ti lanciano un salvagente, con momenti di relax come la calda “Plankton” o l’immersione sonora di “Brood Board SHROOM” prima di ributtarti nel caos organizzato di tracce come “Daves” o la title track.
Per 43 minuti, è come assistere a una band che getta via le regole e ricomincia da zero, in continuazione. L’unico difetto? Alcune di queste bombe non durano nemmeno due minuti! Servono cuffie e ascolti ripetuti, ma fidatevi, la ricompensa è altissima.
“How You Been” non è una prova di resistenza, anzi. È l’equivalente sonoro di una sessione di allenamento pazzesca: ti lascia esausto ma eccitato, con una voglia matta di ripremere play e capire come diavolo hanno fatto a creare composizioni così coese partendo dal nulla, ogni singola volta.
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