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Dischi Deludenti 2025

Dischi Deludenti 2025

22 gennaio 2026
La XXV Ora

Ebbene si, delusioni ne abbiamo avute ognuno per conto suo ma anche in questo qualche convergenza si trova.

Da nomi noti a meni noti, ognuno di noi aveva le sue aspettative o attendeva conferme rispetto al passato. Qui di seguito le nostre delusioni.

Arcade Fire “Pink Elephant”

Una produzione priva di energia, con un sound piatto che manca del tipico build-up della band. Brani come “Alien Nation” non fanno onore alla band, con liriche deliranti e incoerenti su “fake friend phone” e “freeway fracking”, mentre “Circle of Trust” è più che deludente. L’album appare goffo, e sfigura anche al precedente “We”.

Bon Iver “SABLE, fABLE”

Tracce come “Air Heaven (Nothing But) Flowers” e “Girlfriend Is Better” sono le peggiori, mentre l’album non regge il confronto con i primi tre dischi, risultando solido ma non all’altezza

Daniel Avery “Tremor”

Pollice verso il basso per questo artista che dal 2013 iniziando con “Drone Logic” ha prodotto ottimi dischi di Minimal Techno, Ambient Techno dalle belle idee, vari e con spirito anticonformista, poi già a partire da “Ultra Truth“, sebbene di buona caratura, il citazionismo ha fatto capolino nelle sue produzioni, quest’ultimo è un po “vorrei essere Bonobo ma…”.

Dave – “The Boy Who Played the Harp”

Bollato come “boring and preachy” con toni sommessi ad estendere i lati peggiori degli album precedenti. Tracce sdolcinate e ripetitive, con “Marvellous” senza ispirazione e con una musicalità pittosto noiosa.

Eje Eje – “Primordial Soup”

Il suo folk rimane poco ispirato rispetto alle precedenti pubblicazioni.

Fron The Pyre – “The Last Dinner Party”

Sebbene troverai questo album tra quelli “da ascoltare” su Albumoftheyear.org noi invece te lo sconsigliamo fortemente… A meno che tu non voglia sentirti lo stesso brano ripetuto su per giù per tutto il disco… De gustibus non est disputandum!

Jehnny Beth – “You Heartbreaker, You”

Avevo grandi attese per Jehnny Beth soprattutto dopo l’ascolto dei singoli, poi uscito e ascoltato l’LP tutto l’entusiasmo si è spento in quella over produzione un po metal-rock e spesso piuttosto plasticosa. Dai Jehnney sappiamo che hai carte molto più interessanti, facciamo Vedo!

Nas & DJ Premier – “Light-Years”

La peggior produzione di Premier, con beats dimenticabili, sembrano incompiuti come in come “Welcome to the Underground” e “New York State of Mind pt.3”. Non suona, non funziona sa di stantio ed è generalmente deludente.

I Cani – “Post mortem”

I Cani, un declino percepito dopo il secondo album, visto come una “post-coital depression” con liriche e cliché da trentenne depresso, un indie pop innocuo e non convincente. “Colpevole” lava le coscienze in modo superficiale, mentre “f.c.f.t.” utilizza uno sterile drone. Alcune recensioni lamentano un approccio claustrofobico e chiuso, con ricerca sonora troppo riconoscibile che limita il disco a un “buon” livello senza slanci.

Shame – “Cutthroat”

Col terzo LP gli Shame avevano iniziato un percorso verso i 90s ma con questo si imita il percorso intrapreso dai loro amici Fontaines D.C., la ricerca della commerciabilità a discapito dell’urgenza e della foga post-punk che li contraddigueva.

Tame Impala – “Deadbeat”

Peggior Tame Impala, rendendo Slow Rush già una release “commerciale” un capolavoro senza tempo rispetto a questo “Deadbeat”. Sono finiti i tempi psichedelici e sperimentali di Kevin Parker e sono iniziati i tempi dell’effimero commerciale?

HOT SPOT-> DeadBeat

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Disco d’Oro

Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali. "LP4" degli American Football segna il ritorno della band dopo sette anni, mescolando introspezione e malinconia. Le tracce esplorano il dolore e la bellezza dell'invecchiare, offrendo un viaggio emotivo ricco di sfumature e onestà, lasciando un'impronta profonda nell'ascoltatore. Negli ultimi giorni si è intensificata la campagna per l’LP dei Boards Of Canada, mentre vari artisti come Shed e Gilla Band presentano nuove tracce che esplorano l’elettronica e il rock, arricchendo il panorama musicale attuale. Loraine James presenta "Detached From The Rest Of You", un album che oscilla tra IDM e Glitch Pop, rivelando emozioni nuove e collaborazioni sorprendenti. Un'opera che sfida le convenzioni mantenendo l'autenticità e la vulnerabilità del suo genio creativo. La musica si manifesta in modi sorprendenti: dall’elettronica di The Field al ritorno degli Arab Strap, passando per il grunge di Blondshell. Ogni artista porta un tocco unico, promettendo un viaggio musicale emozionante e vibrante.

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