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PVA – LP Of The Week – 2026

PVA – LP Of The Week – 2026

4 febbraio 2026
the unkle

  • Artista: PVA
  • Titolo: No More Like This
  • Etichetta: It’s All For Fun
  • Durata: LP, 10 tracce, 41 minuti circa
  • Paese: London, UK.
  • Genere: Synthpop, EBM, Dance Punk
  • Tipologia: LP – Studio
  • — — —
  • Josh Baxter (keyboards, vocals), Ella Harris (vocals, keyboards, percussion), Louis Satchell (drums, 2019-present)

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Secondo LP per questo trio londinese, il primo fu “Blush” nel 2022 che presentava un gran groove electro clash. Cambio di etichetta, dalla mitica Ninja Tune alla It’s All For Fun che non è altro che una label costruita dai PVA.

Con “No More Like This” la band si ripropone col suo synth-pop e dance-punk in modo piuttosto convincente. Non cede nulla alla dance mantenendo toni dark e incrementando la dose elettronico tardo trip-hop in tutto il lavoro. Ella Harris persegue nel suo stile di cantato molto borderline con lo spoken word e non cerca certamente l’imitazione di Florence Shaw dei Dry Cleaning.

Se per alcuni questo secondo LP risulta più accessibile – commerciale – a mio avviso invece trovo questa prova di grande impatto, sia nella composizione che soprattutto nella produzione. Forse è proprio la prima traccia ad essere poco efficace, sembra un lungo intro ad un disco che poi si esprime con un altro carattere.

L’ispirante Fischerspooner unito ai sussurri fragili di Ella piuttosto che alla coralità in “Flood” sono sempre marcati da beats che pulsano lenti e claustrofobici come ad esempio su “Enough“.

Un album sensuale, ricco di potenziali singoli come “Send” dove il battito è profondo e cavernoso con distorsioni che gli donano un’aurea misteriosa. “Angel Song” sembra uscire da un album trip hop del ’96 come degli Sneaker Pimps.

Rispetto a “Blush“, che era un assalto di loop frenetici in questo invece c’è la metafora espressa in “Moon” – un cambiamento ciclico – per fasi sia del corpo che dell’anima. Un album di hit dicevo, fresche, un disco che dice “no more like this” al vecchio sé, abbracciando un nuovo caos un po più personale, meno da club.


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4 febbraio 2026
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2026, Dance Punk, Electro Clash, GreenVinyl, It’s All For Fun, London, LPofTheWeek, Ninja Tune, Podcast, PVA, Trip Hop

Una risposta a “PVA – LP Of The Week – 2026”

  1. Avatar Domenico Mortellaro
    Domenico Mortellaro
    febbraio 4, 2026 at 6:57 PM

    Questi mi garbano un bel po’…

    "Mi piace"Piace a 1 persona

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Disco d’Oro

L'album "Yaygara" dei Sosyete '25, uscito il 22 maggio 2026, è un LP turchedelico che combina funky e disco con testi in turco. Con la voce di Merve Erdem, offre melodie coinvolgenti, perfette per l'estate e i dancefloor. I Menzies, una band indie rock neozelandese, debuttano con "Holding My Cold Hand, Even Though Yours Is Warm", un LP travolgente che esplora l'intimità attraverso dettagli quotidiani. Un viaggio sonoro tra essenzialità e autenticità, capace di toccare cuori. Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu.

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