- Band: NIMF
- Titolo: Sirenoscape
- Etichetta: Cursed Monk Records, Fiadh Productions, Camellia Sinensis Records
- Uscita: 6 Marzo 2026
- Genere: Electronic, Avant-garde, Dark ambient
- Durata: 37 minuti, 4 tracce
- Tipologia: LP – Studio
- Paese: Dublino, Irlanda.
Dopo aver letto un magnifico articolo dell’amico @TheUnkle su un disco difficile ma straordinario (qui) quasi per caso mi imbatto in un’immagine di copertina di un album che mi attira subito.
La copertina di “Sirenoscape” dell’artista irlandese Aoibhín Redmond nota come NIMF sembra un frammento recuperato da un rito interrotto. Due figure emergono dal bosco come apparizioni: una chiara, tesa verso l’alto, l’altra più scura, quasi assorbita dal tronco. Il paesaggio avanza, respira, ingloba. L’immagine anticipa il disco nella sua forma più pura, come un luogo che esiste già prima del suono.
“Sirenoscape” di NIMF, artista che si definisce sound designer, researcher e performer, entra subito con un’aria pesante, quasi rituale.
Le prime frequenze sembrano un paesaggio che si muove da solo, come se qualcuno avesse aperto una porta su un luogo che non conosci ma che ti riguarda. La voce si palesa come una figura che percorre lentamente la scena, porta con sé qualcosa di antico e familiare.
Aoibhín Redmond costruisce un ambiente più che un disco. Ogni suono ha il peso di un gesto, ogni dettaglio sembra parte di un rito che procede con una logica propria. Le quattro tracce sono scene, ma non nel senso narrativo: sono momenti di un processo che continua anche quando l’ascolto finisce. C’è una densità che non lascia spazio all’esterno, l’aria cambia consistenza, la luce si abbassa, il corpo entra in una postura diversa, le voci tradizionali emergono come presenze.
Frammenti di canti antichi si intrecciano con rumori ambientali, strumenti che sembrano provenire da un’altra stanza, passi, scricchiolii, versi di animali, vento. Tutto convive senza gerarchie.
Il paesaggio sonoro ingloba la voce e la trasforma in parte del terreno. La produzione lavora come una materia viva: c’è pioggia che sembra cadere davvero, fumo che si infila nei polmoni, un’oscurità che si sente nelle ossa.
Ogni elemento è posizionato con una cura che punta alla presenza, alla sensazione fisica, più che alla decorazione. Il disco impone il proprio clima e lo mantiene fino all’ultimo secondo: le tracce centrali si muovono come un temporale che cresce lentamente.
Flauti, organi, percussioni, rumori lontani convergono verso un punto che resta sfocato, ma percepibile, la voce rimane bassa, quasi un sussurro rivolto a qualcosa che non è umano.
La tensione resta sospesa e continua a lavorare sotto pelle. “A Ballad for Looking Into Time” chiude il disco con un canto che sembra arrivare da un luogo dove il tempo gira in cerchio, qui la voce si ripete come un gesto antico, una formula, un mantra.
La melodia è semplice, ma porta con sé un’ombra che rimane anche dopo il silenzio. ”Sirenoscape” é una parte del nostro mondo, della nostra vita, quando oltrepassi la soglia e ci entri, la sensazione non è quella di aver ascoltato un album, ma di aver camminato per un ambiente che continua a respirare anche quando te ne vai.
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