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Menzies – LP Of The Week – 2026

Menzies – LP Of The Week – 2026

24 giugno 2026
the unkle

  • Band: Menzies
  • Titolo: Holding My Cold Hand, Even Though Yours Is Warm
  • Etichetta: Self Label
  • Durata: LP, 15 tracce, 40 minuti circa
  • Paese: Nuova Zelanda, Wellington
  • Genere:  Indie Rock, Indie Folk, Alt-Country
  • Tipologia: LP – Studio
  • Pubblicato: 8 Maggio 2026
  • — — —
  • AOTY

“Alternative Country Rock storto dal fondo del frigorifero di famiglia”, così i Menzies si definiscono nel loro profilo Bandcamp. Sono una classica formazione a quattro Chris Brown – voce, chitarra, tastiere, Doug Kelly – basso, Nikita Piper – batteria, Samuel Scully – chitarra. Debuttano sulla lunga distanza e appare subito come una gemma imperdibile nel mondo alternativo e delle produzioni indipendenti.

C’è un ex mago neozelandese che ha passato anni a imparare a distrarre la gente, e poi ha fondato una band per fare esattamente il contrario. Chris Brown, voce, chitarra e tastiere dei Menzies, viene da Te Whanganui-a-Tara — Wellington, per chi non parla māori — e con «Holding My Cold Hand, Even Though Yours Is Warm» ha messo a disposizione tutto quello che prima nascondeva nelle maniche: i guanti li lancia ancora al pubblico, ma adesso devi trovarne il compagno tu, non lui a far sparire qualcosa.

L’album è un disco concept senza esserlo veramnte: il viaggio del traghetto Interislander tra North e South Island. Senti le vere comunicazioni interne di bordo che si infilano tra una canzone e l’altra, e in mezzo una mappa sentimentale che passa da Suzy Cato, conduttrice tv per bambini sacra a chiunque ci sia cresciuto in quei luoghi, ai vassoi di sausage roll, alle pulsioni romantiche verso gli All Blacks. Funziona perché Menzies non trattano questi dettagli come folklore da cartolina: li usano come l’unico vocabolario che hanno per dire cose serie, e quel cortocircuito tra il domestico e il devastante è il vero motore del disco.

Il sound sta da qualche parte tra il jangle storto dei The Clean e MJ Lenderman, leggo che chi li ha visti dal vivo al Camp A Low Hum 2024 e ne è uscito visibilmente scosso. Trovate teatrali che in patria si associano subito ai The Front Lawn.

Il disco è stato tracciato quasi interamente live con il producer James Goldsmith (già dietro a Mermaidens e DARTZ), e si sente: non c’è quella patina che leviga gli errori, e infatti certi accenti — il «backpack» che diventa «bick pick» — restano dentro, e fanno bene a restarci. Una curiosità è che il canto degli uccelli tūī che attraversa l’album è stato registrato nel giardino di casa di Brown, non campionato da una libreria sonora.

Quello che potrebbe sembrare un esercizio di nostalgia nazional popolare neozelandese — sausage roll, rugby, una presentatrice tv – pensa a spaghetti, calcio e Pippo Baudo – diventa universale proprio perché non si vergogna della propria specificità, e il titolo lo spiega meglio di qualsiasi recensione: a volte tenere la mano fredda di qualcuno, anche quando la tua è calda, è l’atto più caldo che esista. Menzies lo dimostrano senza un solo trucco di magia, e per un ex prestigiatore è probabilmente la cosa più coraggiosa che potesse fare.

Se non ami l’ovvio, ascolta questo disco perché i Menzies hanno appena tirato fuori qualcosa che – a mio modestissimo parere – non merita di essere sepolto sotto l’ennesima valanga di comunicati stampa del release day del venerdì. I neozelandesi che arrivano dalle esperienze più atipiche, Chris Brown dice in una intervista per un magazine locale “un tempo mi vergognavo molto di essere stato un mago… ora la musica e la magia sembrano trovare il modo di intrecciarsi”.

L’hanno registrato e mixato James Goldsmith al The Surgery e masterizzato Vivek Gabriel, vincitore del Tūī Award. I Menzies non stanno cercando di piacerti. Stanno solo suonando come se la vita dipendesse da questo.

Ho acquistato il disco sul loro bandcamp e mi è arrivato a casa con un biglietto di ringraziamenti scritto e decorato interamente a mano e già tradotto in italiano, estrema gentilezza oppure sanno che siamo mediamente pessimi con l’inglese! 😉


Due brani per LP Of The Week ☝
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Disco d’Oro

I Menzies, una band indie rock neozelandese, debuttano con "Holding My Cold Hand, Even Though Yours Is Warm", un LP travolgente che esplora l'intimità attraverso dettagli quotidiani. Un viaggio sonoro tra essenzialità e autenticità, capace di toccare cuori. Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali.

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