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Satelliti sul Mar… Mediterraneo

Satelliti sul Mar… Mediterraneo

19 luglio 2023
giorgione72

Tra le più recenti e sorprendenti mie scoperte musicali c’è senza dubbio questa band di Haifa: i Şatellites.

Chi vi scrive non è abituato alle atmosfere della cosiddetta world music, ma questa band sa catturarvi sin dal primo ascolto con la loro proposta musicale e miscela di suoni.

Si formano nel 2020 e pubblicano il loro primo album per la Batov Records, la loro musica è un mélange di psych rock e melodie di chiara origine medio orientale: più precisamente anatoliche.

Seppur doveste avere qualche ritrosia, tuffatevi tranquillamente in questo disco che è chiaramente costruito per intrattenere e per far viaggiare con la mente in posti altri e lontani nello spazio e fors’anche nel tempo.

Ovviamente ci si potrà trovare un po’ in difficoltà per la lingua non accessibile a tutti noi ma, pur rischiando la ripetizione, se vi lasciate prendere davvero difficilmente questo disco potrà deludervi.

Il bisogno di dare nuova linfa alla musica tradizionale è evidente e si sposa alla perfezione con il giusto mix tra strumenti rock “nostri” e della tradizione medio orientale, il disco contiene infatti sia classici di repertorio turco che brani scritti dalla band stessa intesi come omaggio di fan che voglion mantenere il ricordo di quelle melodie ed istanze.

Il disco ha una evidente impostazione funky e dance e penso possa essere dovuta anche al fatto che i brani che compongono questo disco siano da sempre pensati primariamente con in mente l’intrattenimento di un pubblico: sia allora che oggi.

Insomma se una persona affascinante e sconosciuta vi guarda negli occhi e vi invita a ballare, voi che fate? Vi mettete vicino alla finestra e guardate fuori dicendo che non vi va, o vi lasciate convincere?

Ecco, i Şatellites sono un inno alla vita con spezie tutte da gustare.

https://satellites-tlv.bandcamp.com/album/atellites

(G.P.)

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19 luglio 2023
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AnatolianMusic, BatovRecords, PsychRock, WorldMusic, Şatellites

Una risposta a “Satelliti sul Mar… Mediterraneo”

  1. Avatar Quando solo quattro stagioni non bastano – LA XXV ORA
    Quando solo quattro stagioni non bastano – LA XXV ORA
    febbraio 26, 2024 at 6:04 PM

    […] Itamar Kluger è un chitarrista e polistrumentista nonché membro fondamentale dei Şatellites che, per chi segue la nostra pagina, è ben conosciuta e dei quali abbiam già ben parlato del loro disco (a loro volta) d’esordio. […]

    "Mi piace""Mi piace"

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Disco d’Oro

L'album "Yaygara" dei Sosyete '25, uscito il 22 maggio 2026, è un LP turchedelico che combina funky e disco con testi in turco. Con la voce di Merve Erdem, offre melodie coinvolgenti, perfette per l'estate e i dancefloor. I Menzies, una band indie rock neozelandese, debuttano con "Holding My Cold Hand, Even Though Yours Is Warm", un LP travolgente che esplora l'intimità attraverso dettagli quotidiani. Un viaggio sonoro tra essenzialità e autenticità, capace di toccare cuori. Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu.

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