
Tra le più recenti e sorprendenti mie scoperte musicali c’è senza dubbio questa band di Haifa: i Şatellites.
Chi vi scrive non è abituato alle atmosfere della cosiddetta world music, ma questa band sa catturarvi sin dal primo ascolto con la loro proposta musicale e miscela di suoni.
Si formano nel 2020 e pubblicano il loro primo album per la Batov Records, la loro musica è un mélange di psych rock e melodie di chiara origine medio orientale: più precisamente anatoliche.
Seppur doveste avere qualche ritrosia, tuffatevi tranquillamente in questo disco che è chiaramente costruito per intrattenere e per far viaggiare con la mente in posti altri e lontani nello spazio e fors’anche nel tempo.
Ovviamente ci si potrà trovare un po’ in difficoltà per la lingua non accessibile a tutti noi ma, pur rischiando la ripetizione, se vi lasciate prendere davvero difficilmente questo disco potrà deludervi.
Il bisogno di dare nuova linfa alla musica tradizionale è evidente e si sposa alla perfezione con il giusto mix tra strumenti rock “nostri” e della tradizione medio orientale, il disco contiene infatti sia classici di repertorio turco che brani scritti dalla band stessa intesi come omaggio di fan che voglion mantenere il ricordo di quelle melodie ed istanze.
Il disco ha una evidente impostazione funky e dance e penso possa essere dovuta anche al fatto che i brani che compongono questo disco siano da sempre pensati primariamente con in mente l’intrattenimento di un pubblico: sia allora che oggi.
Insomma se una persona affascinante e sconosciuta vi guarda negli occhi e vi invita a ballare, voi che fate? Vi mettete vicino alla finestra e guardate fuori dicendo che non vi va, o vi lasciate convincere?
Ecco, i Şatellites sono un inno alla vita con spezie tutte da gustare.
https://satellites-tlv.bandcamp.com/album/atellites
(G.P.)



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