Non ho mai trovato ingiusto il guardarsi un po’ indietro e nella dittatoriale ed algebrica forma che noi umani abbiam dato al tempo metà anno è pur sempre un traguardo ragguardevole.
Così, eccoci qui a rivisitare gli ascolti notevoli di questa prima parte del 2024.

IDLES “TANGK”
Forse l’opera più divisiva della band di Bristol, ma che io ho amato sin da subito perché i nostri sono artisti abituati a mettersi in gioco, a farlo sia in studio che sul palco. Poi, per me, un disco elettronico fatto da “punkettoni” e prodotto da Godrich può solo invitarmi a festa. (Qui due parole sul disco)
Brano scelto: “Gratitude“

AROOJ AFTAB “Night Reign”
L’album pop niuyorkese della cantante e cantautrice di origini pakistane era sia temuto che altrettanto atteso da chi vi scrive. Dopo il successo di “Vulture prince” sapersi ripetere agli stessi livelli non era né facile né scontato ma questo disco riesce pur cambiando il tono e le ambientazioni completamente.
Brano scelto: “Saaqi“

ARAB STRAP “I’m totally fine with it 👍 don’t give a fuck anymore 👍”
Ultima fatica del suo scozzese che si dimostrano in eccezionale stato di grazia nonostante la lunga e importante carriera, tornano con il loro album più elettronico e rumoroso sulle difficoltà portate alla socialità dai social network.
Brano scelto: “Summer season“

KING HANNAH “Big Swimmer”
Seconda prova su lunga distanza del duo di ex camerieri di Liverpool che risulta molto più maturo ed a fuoco. Con pochissime e sapienti pennellate sonore ci raccontano emozioni che sanno essere sia personalissimi ed universali allo stesso tempo.
Brano scelto: “The mattress“

NADINE SHAH “Filthy Underneath”
E’ il disco più personale e spietato (con sé stessa) della cantautrice inglese scritto in un momento particolarmente duro della sua vita. Forse il disco più bello insieme a Holiday destination.
Brano scelto: “Sad lads anonymous“

LOMA “How Will I Live Without a Body?”
Terzo capitolo per il side project dei Cross Record e Shearwater. Che conferma la qualità assoluta dei primi due: folk esistenziale ed intimista imbastardito da elettronica e melodie dissonanti.
Brano scelto: “I swallowed a stone“



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