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Panchiko – LP Of The Week – #LPOTW

Panchiko – LP Of The Week – #LPOTW

16 aprile 2025
the unkle

Panchiko
  • Band: Panchiko
  • Titolo: Ginkgo
  • Genere: Alt-Pop, Dream-Pop, Shoegaze, Indie-Rock
  • Etichetta: Nettwerk Music Group
  • Durata: LP, 13 tracce, 39 minuti circa
  • Paese: UK
  • Track List:
    • Florida ⭐️
    • Ginkgo ⭐️
    • Shandy in the Graveyard ⭐️
    • Honeycomb
    • Shelled and Cooked
    • Lifestyle Trainers ⭐️
    • Chapel of Salt ⭐️
    • Vinegar
    • Mac’s Omelette ⭐️
    • Subtitles ⭐️
    • Formula ⭐️
    • Rise and Fall
    • Innocent

Podcast

Billy Woods si presta ad un cameo in questo LP del progetto Panchiko dei due fondatori Andy Wright e Owain Davies, cameo che Woods di certo non dona a chiunque. La band prende il nome da un errore di battitura del nome del gioco d’azzardo giapponese nato dopo la seconda guerra mondiale e che somiglia ad un flipper ma verticale – ovvero il Pachinko.

Versione Podcast – YouTube

“Ginkgo” è il terzo LP per questa formazione che esordiva nel 2000 con “D>E>A>T>H>M>E>T>A>L“, i conti sono facili no!? Fu uno dei primi lavori di “bedroom music” interamente realizzato in casa e che molto più tardi, sulla spinta di molti estimatori, venne rimasterizzato e ripubblicato nel 2020 come EP.

La band ha registrato “Ginkgo” principalmente in studio a Nottingham, con ulteriori contributi inseriti a Brooklyn per le parti di batteria. Wright e Davies hanno descritto il processo creativo come molto più rilassato rispetto al precedente “Failed at Math(s)”, prendendosi più tempo per scrivere e sperimentare. Decidono di far uso di strumenti analogici e microfoni modificati, conferendo all’album una qualità audio calda e stratificata.

Spesso scelgono di sfumare i brani nel finale o di tagliarli in modo netto, scelta che mi racconta di un approccio conciso e poco propenso ad allungare iniquamente il brodo, bravi!

Le atmosfere dream-pop di matrice Beach House e cenni di shoegaze sono influenzate da diverse miscele di stili distanti tra loro che però fanno capolino in molti arrangiamenti di questo disco, ad esempio le sfumature beatlesiane in “Subtitles”.

“Lifestyle Trainers” è un brano che potrebbe arricchire le classifiche nostrane poiché con toni di grande phatos offre la possibilità di lasciarsi trasportare da armonie aperte e speranzose, in un testo di fraterna empatia verso chi probabilmente è un’anima sofferente, visti i tempi qualche momento di sollievo non sarebbe male.

Le gentilezze sonore di Panchiko spesso e in modo distribuito nelle 13 tracce, vengono arrangiate con passaggi dal sound electro-glitch che donano un carattere vagamente sperimentale ma soprattutto arricchiscono i loro pezzi con elementi cacofonici come ad esempio in “Shandy in the Graveyard” e in “Honeycomb” rendendo il tutto meno “gentile” e più brillante.

L’album si muove con grande equilibrio tra introspezione e blande sperimentazioni sonore, quanto basta per renderlo piacevole senza essere estraniante per i più, mantenendo un bilanciamento tra tecnicismo e spontaneità emotiva. Panchiko riesce a mantenere la propria anima artistica pur spingendosi verso territori musicali più raffinati.

Le influenze neo-psichedeliche permettono alla band di trovare nei primi lavori degli Animal Collective ma, come in “Formula“, trovi le bizzarrie dei Flaming Lips di “Yoshimi Battles the Pink Robots” (2002), un intreccio con ritmi indie-rock, creando un’esperienza d’ascolto dinamica ma omogenea che non ci fa mancare un pizzico di basso-funk in “Innocent“.

Con “Ginkgo“, Panchiko dimostra una significativa crescita artistica senza perdere in freschezza, coerenza che nel tempo li ha resi una sorta di band culto negli anni passati.

L’album è un ascolto eccellente per i fan del genere e rappresenta una bellissima prova nel panorama indipendente contemporaneo (IMHO).

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Una risposta a “Panchiko – LP Of The Week – #LPOTW”

  1. Avatar RadioGrafia di Aprile 2025 – La XXV ORA
    RadioGrafia di Aprile 2025 – La XXV ORA
    Maggio 25, 2025 at 6:00 PM

    […] LP OF THE WEEK Nr. 13 […]

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L'album "Yaygara" dei Sosyete '25, uscito il 22 maggio 2026, è un LP turchedelico che combina funky e disco con testi in turco. Con la voce di Merve Erdem, offre melodie coinvolgenti, perfette per l'estate e i dancefloor. I Menzies, una band indie rock neozelandese, debuttano con "Holding My Cold Hand, Even Though Yours Is Warm", un LP travolgente che esplora l'intimità attraverso dettagli quotidiani. Un viaggio sonoro tra essenzialità e autenticità, capace di toccare cuori. Questa settimana il meteo è torrido, mentre la musica offre ferie rinfrescanti. Tra uscite di Pye Corner Audio, Mount Kimbie e Julia Jacklin, si prospetta una playlist variegata per affrontare il caldo estivo. La colonna sonora di "The Immortal Man", creata da Genn e Slattery, trascende il film, diventando un'opera d'arte musicale autonoma. Con la voce intensa di Grian Chatten e una varietà emotiva, ogni traccia risuona come un'esperienza profonda e indimenticabile. L'Italia guarda i Mondiali da casa, senza illusioni. Nel frattempo, artisti come Taja Cheek e Bonobo pubblicano nuovi brani, mentre i MONO e Parannoul esplorano sonorità emozionali. Gli Interpol rimangono fedeli al loro stile distintivo. Maggio ha mescolato venticinque brani come un DJ Mix Shuffle. Da elettronica spaziale a hardcore scomodo, c'è un po' di tutto. Ogni canzone è un viaggio, e tu hai solo il compito di trovare la tua mappa. Buona fortuna! "Chott" è il secondo album di Taroug (Tarek Zarroug), uscito il 27 marzo 2026. Un'opera ambient che esplora emozioni profonde, riflettendo esperienze personali e tradizioni familiari, con sonorità uniche che mescolano influenze arabiche e IDM. Richiede attenzione. Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu.

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