Vai al contenuto
La Venticinquesima Ora

Contenuti Impulsivi di Musica Ascoltata!

  • Stereobar!La sezione internazionale!!!
  • Opinioni Non RichiesteOpinioni dello staff e racconti ei concerti.
    • Opinioni Non Richieste!
    • LP of The Week | AllTutti gli LP of The Week
    • LP of The Week | 2024
    • LP of The Week | 2025Tutti gli LP of The Week del 2025
    • LP of The Week | 2026
    • Comfort Zone
    • Ci siamo andati
    • Menu Degustazione
    • Hot Spot
    • Dischi DeludentiDischi Demmé o meno demmé
  • Music Discovery
    • Monthly Round Up
    • Weekly Round Up
    • Playlist Ever Green
    • In Loop
    • Song Of The DayUn brano al giorno scelto dalle pubblicazioni dal 2000 in poi. Non si ripete una band nel corso dell’anno, non si ripete il brano nel corso degli anni.
    • L’Ora FantasmaPlaylist tematiche a descrizione dell’autore!
  • On AirNew Music Friday, i consigli degli album appena pubblicati.
    • Release DayNew Music Friday, i consigli degli album appena pubblicati.
  • Talk To MeInterviste
  • The TOPLe classifiche
    • Classificami
    • Top 10 e 50 LP 2025
    • Top 10 2024
    • ZE TOP 😉 | 2023
  • Noi.
    • The Unkle
  • AOTYAlbum Of The Year profile.
  • Buy Me a CoffeDonazioni
  • Cookie Policy
Disco D’Oro – Bologna – TOP 10

Disco D’Oro – Bologna – TOP 10

26 dicembre 2025
La XXV Ora

Abbiamo l’onore di avere in esclusiva la TOP 10 di Disco D’Oro che non è solo un negozio di dischi ma bensì un luogo di cultura e di culto. Il luogo dove trovare ottimi consigli, dove trovarsi con gli amici a disquisire di musica, un luogo dove la passione per la musica emerge forte e palpabile, un luogo dove l’algoritmo trova la porta sempre chiusa!

Abbiamo chiesto ad Achille Franceschi, il titolare, se avesse voglia di stilare la sua TOP del 2025 e ci ha concesso la cortesia di fornirci i sui dieci dischi preferiti dell’anno, eccola! Noi non facciamo altro che riproportela e avendo ascoltato questi dischi, ci siamo spesi due righe di commento per accompagnare questo elenco che, almeno parzialmente, ha visto momenti di approfondimento in queste pagine. Te li riportiamo in ordine alfabetico, lasciamo a te l’onere di metterli nell’ordine che più preferisci.

Per gli acquisti invece: 🎧 📀 via Galliera 23, Bologna -> https://www.discodoro.it/


Laura Agnusdei “Flowers Are Blooming In Antarctica”

Con questo LP, Laura Agnusdei trasforma il sax baritono in un pennello che dipinge scenari improbabili. Rispetto al debutto “Laurestine“, qui la sassofonista bolognese abbandona le nebbie solitarie per un sound più caldo e carnale, dove il jazz spirituale si fonde con derive electro-post-rock alla Talk Talk e rarefazioni ambient. La critica l’ha celebrato come un gioiello di “ecologia sonora”: un dialogo tra natura e artificio che riflette il titolo, un monito poetico sul cambiamento climatico. Tra loop ipnotici e l’artwork organico di Ebe Collective, Laura firma un’opera tattile e necessaria, capace di far fiorire qualunque cosa anche sul ghiaccio.

Lucrecia Dalt “Danger to ourselves“

Colombiana nata a Pereira nel ’80, molla ingegneria civile a Medellín per inseguire chitarre e computer fino a Berlino, passando per compilation con Gudrun Gut e dischi come “Anticlines” o “No era sólida”, astratti e drone come un incubo cosmico. Con “¡Ay!” nel 2022, fu un bolero sci-fi che la fece esplodere. “A Danger to Ourselves”, butta via le finzioni aliene e si tuffa nuda nel desiderio, un album che nasce da scarabocchi turbolenti in tour e palpiti d’amore, cristallizzati con loop percussivi da Alex Lázaro e da un cast stellare: David Sylvian co-produttore e paroliere su “cosa rara“, Juana Molina che ride inquieta in “the common reader“, Camille Mandoki voce su “caes”.

Mark Prichard & Thom Yorke “Tall tales“

L’australiano Pritchard sceglie di realizzare un disco col proprio nome – ha diversi moniker e diverse collaborazioni (vedi link su discogs.com) – e ottiene la collaborazione di uno degli artisti più importanti degli ultimi 30 anni, Thom Yorke. Il classico cantato in falsetto di York rende le tracce come fossero emanazioni aliene mentre Pritchard traccia brani a volte dal sound elettronico piuttosto retrò, sia quando sceglie modulazioni quasi da retro-gaming, sia qunado opta per impulsi lo-fi che appaiono provenienti direttamente dai primi anni ’80. La voce di Yorke unita a questo gusto vintage e mixato con pad e arrangiamenti più odierni rendono questo lavoro un disco di grande equilibrio e raffinatezza.

Rafael Toral “Traveling light”

Con Traveling Light, uscito su Drag City, Toral risulta una sorta di stregone con un’idea folle. Ha preso gli standard jazz degli anni ’30 e ’40 — roba come “Body and Soul o My Funny Valentine” — e li ha smaterializzati fino a farli diventare “pura luce“. Toral non è un novellino, negli anni ’90 definì il concetto di chitarra drone con capolavori come “Wave Field“, poi per quindici anni è sparito nel suo “Space Program“, suonando strumenti elettronici auto-costruiti che sembravano intenti a masticare il silenzio. In questo LP ritorna a casa, ma in una casa dove le pareti sono fatte di vapore musicale. Non aspettarti un disco di cover da piano bar, Toral stira le armonie, le dilata fino a trasformarle in un “evento” che dura un’eternità, aiutato da ospiti incredibili come il sassofonista Rodrigo Amado o il trombettista Yaw Tembe, i cui strumenti appaiono come fantasmi in una stanza piena di specchi.

Sanam “Sometou sawtan“

Quando una garanzia come la Constellation Records (quelli dei Godspeed You! Black Emperor) lancia una band per lo più sconosciuta, si drizza sempre l’antenna. SANAM al loro secondo album, “Ho sentito una voce”, è un viaggio allucinante tra post-rock, free jazz e psichedelia. La voce di Sandy Chamoun ti ipnotizza, passando da simulazioni di asfissia a litanie dolcissime, mentre il chitarrismo etnico del buzuq si scontra con riff robotici e un uso dell’autotune che dà le piste a qualunque trapper sanremese. Tra testi ispirati alla poesia persiana del XII secolo e atmosfere krautrock, i SANAM mettono in piedi una danza spirituale e furiosa. Un disco oscuro, potente e assolutamente pregevole. Scoperta dell’anno.

Sandwell District “End Beginning”

Reggetevi forte, “nostalgici del grunge”: sapevate che il leggendario Mark Lanegan era il primo fan della techno oscura dei Sandwell District? È stato proprio lui a spingere Regis e Function a fare pace dopo dieci anni di gelo. Il risultato è “End Beginnings”, un album nato tra le lacrime per la scomparsa di Lanegan e del pilastro Silent Servant. Non aspettatevi il sequel di “Feed Forward“, qui dentro c’è techno, dub e ambient curata con gente come Rrose e Sarah Wreath. Tra droni elettrici e ritmi tribali, il disco esplode con la mina “Hidden” e si scioglie nel commovente tributo finale a Juan Mendez. Un ritorno trionfale, nato dal dolore ma proiettato nel futuro. Atomico.

Stereolab “Instant holograms on metal film“

Gli Stereolab riemergono dal nulla dopo 15 anni di silenzio, Laetitia Sadier e Tim Gane, qui virano su elettroniche lo-fi cristalline e nostalgiche con synth che evocano lounge spaziali degli anni ’60 filtrate da un “walkman rotto“, tracce che si susseguono in un flusso continuo di delay e riverberi, minimali ma densi, sembra quasi una proiezione del passato su una superficie di un vecchio palazzo da ristrutturare ma ancora in piedi, pronto a raccontarti le sue storie attraverso le crepe e i graffiti.

The Bug vs Ghost Dubs “Implosion“

Un magma pulsante o una palude buia e nebbiosa, scegli pure una delle due immagini e troverai il sound di questo duo che ridisegna il vestito della dub techno con tinte scure. Un animale lento ma preciso, poderoso e convinto dei propri mezzi. Un Tarcus moderno che esce dalla palude osservandola e girandola come in continuo controllo del proprio territorio. Questo sarebbe una parte del movie da cinema horror-sci-fi che questo disco anima nella mia fantasia. Le linee di basso che sorgono da questo magma sono vibranti e profondissime come le viscere da cui provengono. Ombroso e pesante si muove nelle mie cuffie lasciandomi da un lato narcotizzato e dall’altro in sacrale attesa del luogo in cui questa lentezza mi sta trasportando…

The Necks “Disquiet“

Pensavi che i The Necks avessero già detto tutto dopo trent’anni di improvvisazione radicale, “Disquiet” ti farà ricredere. Il leggendario trio australiano torna con un monolite di tre ore che è pura ipnosi: un groviglio di Jazz spettrale, Ambient che sembra respirare e quel Post-rock dilatato che ti entra sotto la pelle. Rispetto al precedente, qui l’atmosfera si fa più densa, quasi minacciosa, un viaggio immobile che le recensioni descrivono già come il loro apice psichedelico. Senza pause, senza bussola, Chris Abrahams e soci dimostrano che il silenzio è solo un’illusione. È musica che ti possiede. Da perdici la testa.

Tortoise “Touch“

Touch è un album di conferme, un po’ sbilenco nel tono, registrato a spizzichi per anni tra Los Angeles, Portland e Chicago. Ogni traccia sembra uscita da stanze diverse, da momenti diversi, e questo rende l’ascolto a volte un po’ disorientante. Però, quando prende – come in “Axial Seamount” – è un magnete che non riesci a lasciare. Nei momenti migliori, il disco è come un sogno lungo, in cui suoni familiari vanno e vengono, melodie che ti colpiscono a certe increspature. Ognuno potrebbe trovarci un pezzo diverso di sé.

Condividi:

  • Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook
  • Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail
  • Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram
  • Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp
  • Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon
  • Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads
  • Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky
Mi piace Caricamento…

Scopri di più da La Venticinquesima Ora

Iscriviti alla peggior newsletter!


26 dicembre 2025
Classificami, Opinioni Non Richieste!
2025, Achille Franceschi, Bologna, Disco D’Oro, Ghost Dubs, Laura Agnusdei, Lucrecia Dalt, Mark Pritchard & Thom York, Rafael Toral, SANAM, Sandwell District, Stereolab, The Bug, The Necks, Tortoise

Lascia un commento Cancella risposta

Designed with WordPress & LaXXVOra® – 2026

  • Commenta
  • Ripubblica
  • Abbonati Abbonato
    • La Venticinquesima Ora
    • Unisciti ad altri 41 abbonati
    • Hai già un account WordPress.com? Accedi ora.
    • La Venticinquesima Ora
    • Abbonati Abbonato
    • Registrati
    • Accedi
    • Copia shortlink
    • Segnala questo contenuto
    • Visualizza articolo nel Reader
    • Gestisci gli abbonamenti
    • Riduci la barra
%d