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Radwan Ghazi Moumneh e Frédéric D. Oberland – LP Of The Week – 2026

Radwan Ghazi Moumneh e Frédéric D. Oberland – LP Of The Week – 2026

29 aprile 2026
giorgione72
  • Band: Radwan Ghazi Moumneh e Frédéric D. Oberland
  • Titolo: Eternal Life No End ليلة ظلماء ملعونة، كحياة طالبيها
  • Etichetta: Constellation
  • Uscita: 3 Aprile 2026
  • Genere: Art Rock, Post Rock, World Music
  • Durata: 7 tracce, 43 minuti
  • Tipologia: LP – Studio

Da (non troppo) lontano, un grido nella notte

Non è un disco né comodo, né semplice questo ”Eternal Life No End ليلة ظلماء ملعونة، كحياة طالبيها” di Radwan Ghazi Moumneh e Frédéric D. Oberland. Ed è anche, non nel suo svilupparsi ma nel tema, contraddittorio ed irrisolto.

Ma partiamo dagli autori: i due protagonisti del disco sono artisti di grande sapienza non solo musicale. Radwan Ghazi Moumneh, libanese della diaspora. È conosciuto anche come “Jerusalem in my heart” nonché produttore del secondo disco dei conterranei Sanam.  Frédéric D. Oberland è un musicista francese elettronico di ambient e post-rock (già nei “Oiseaux-Tempête” e ora nei “Foudre!”) nonché fotografo.

Scrivono e pubblicano questo disco per la canadese Constellation Records. Un’opera che nasce per un bisogno urgente di rielaborazione di ciò che accade nelle martoriatissime regioni del sud-ovest asiatico.

Per ciò che pertiene il disco, la parte in arabo del titolo significa: “Una notte buia e maledetta, come la vita di coloro che la cercano”. Questo lascia facilmente intuire come quest’opera sia un lungo grido di dolore nei confronti della situazione geopolitica della regione SWANA (Sud Ovest Asia e Nord Africa). Un disco che nasce quindi dal tentativo di elaborare gli eventi che, non da ora, devastano quelle zone. Musicalmente il disco è un mix tra l’elettronica percussiva e synth che si fondono con strumenti acustici come buzuk, rababa, clarineau e sassofono intrecciati al canto in arabo di Moumneh.

Il disco si apre con “Squeal Of Swine خنخنة خنازير” ovvero “Urlo di maiali” è il brano che, in qualche maniera, stabilisce la grammatica dell’intero album: percussioni insistenti abbinate a droni bassi e circolari, percussioni potenti ed intense e strumentazioni tradizionali che si fondono con la voce di Moumneh processata digitalmente.

La seconda traccia intitolata in inglese “Dagger Eyes عيون ملأَى طعون” ma la parte in arabo si traduce con “Occhi pieni di coltellate”.  Qui il ritmo si fa moderato mentre i synth di Oberland creano un panorama volutamente cupo ed indefinito allo stesso tempo. In attesa dei fiati che intonano melodie sommesse ed inquiete. Quasi a voler dare la percezione della violenza senza esporla ma incombente e pressoché tangibile. Un’atmosfera di turbata sospensione.

“A Silence With No Ceiling لا للصمت سقف” ovvero “Non c’è limite al silenzio” è la terza traccia. Qui le percussioni scompaiono e i due musicisti in qualche modo dialogano su un tappeto di synth. L’atmosfera è dilatata sembra voler invitare alla riflessione forse anche al passato. Un po’ come si guarda al proprio vissuto ma con inquietudine e senza alcuna traccia di benigna nostalgia.

La quarta traccia, è una sorta di centro del disco: “A Shadow With No Silhouette لا للظل ملامح” ossia “L’ombra non ha caratteristiche”. È il brano che forse più somiglia ad una preghiera che però non sembra avere alcuna risposta.

Forse la più rappresentativa tra le tracce è questa “The Serpent بسمة افعى“: quasi una traccia techno si direbbe industriale, che non sfigurerebbe nella colonna sonora del film “Sirāt”. Un ritmo elettronico ossessivo. Ancora desiderio di superamento, fors’anche di trascendenza ma che sembra dissolversi e risolversi in un nulla di fatto.

Penultimo brano è “A Dream That Never Arrived حلم لا يجيء” cioè “Un sogno che non arriva mai” qui veniamo introdotti ad un tappeto synth che fa da introduzione ad un ritmo che può quasi sembrare reggaeton ma che non ha nessun desiderio catartico-coreutico nel brano. C’è invece tanta rabbia, sconcerto e il non sapere dove rivolgerli, tanto che il brano diluisce il suono degli strumenti muiscali in un suono di vento desertico che li copre inesorabilmente proprio per restituire il senso di inanità e di inabissamento.

Chiude  “Walked And Walked سار و سار“, ancora vento. Un brano ambient quasi a voler suggerire che l’unica possibile risoluzione all’esser vivi senza essere cancellati possa essere una sorta di resistenza, una semplice testimonianza, una sorta di luce segreta portata dentro di sé.

È questo un disco che elabora (o tenta di farlo) la violenza sistemica (non è questa la sede, ma diciamolo) del capitale ma è tutt’altro che un disco violento, anzi restituisce la voce alla disperazione non solo personale ma anche a quella di interi popoli. Un grido che è un desiderio di giustizia e che sempre più si tende ad ignorare.

فلسطين الحرة

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2026, Constellation, Frédéric D. Oberland, Radwan Ghazi Moumneh

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Disco d’Oro

Dieci dischi, spaziando tra free jazz, dream pop e techno. Artisti come Thundercat e Irreversible Entanglements offrono sonorità innovative, mentre il progetto di Radwan Ghazi Moumneh affronta temi geopolitici con urgenza e profondità emotiva. I Big Special partono alla grande con "Family Bones", mentre SLIFT e A Place to Bury Strangers continuano il viaggio sonoro. C'è anche un cambio di mood con Floating Points e i Death Cab for Cutie, fino ai ritmi hip-hop di Wu-Lu. I Cult of Dom Keller, con il loro album "Unholy Drum", esplorano una psiche sonora intensa e stratificata. La band di Nottingham fonde dinamiche e stili, riflettendo esperienze personali e sociali. Un lavoro coeso e audace, pronto a tracciare nuove direzioni musicali. "LP4" degli American Football segna il ritorno della band dopo sette anni, mescolando introspezione e malinconia. Le tracce esplorano il dolore e la bellezza dell'invecchiare, offrendo un viaggio emotivo ricco di sfumature e onestà, lasciando un'impronta profonda nell'ascoltatore. Negli ultimi giorni si è intensificata la campagna per l’LP dei Boards Of Canada, mentre vari artisti come Shed e Gilla Band presentano nuove tracce che esplorano l’elettronica e il rock, arricchendo il panorama musicale attuale. Loraine James presenta "Detached From The Rest Of You", un album che oscilla tra IDM e Glitch Pop, rivelando emozioni nuove e collaborazioni sorprendenti. Un'opera che sfida le convenzioni mantenendo l'autenticità e la vulnerabilità del suo genio creativo. La musica si manifesta in modi sorprendenti: dall’elettronica di The Field al ritorno degli Arab Strap, passando per il grunge di Blondshell. Ogni artista porta un tocco unico, promettendo un viaggio musicale emozionante e vibrante. I Parlor Walls, provenienti da Brooklyn, presentano il loro album "Big Crystal Dreams", frutto di un equilibrio creativo tra struttura e improvvisazione. L'opera esplora la corporeità del suono, evidenziando tensione e vulnerabilità. Il duo gallese Overmono e artisti come Fink, Modest Mouse e Sharewater offrono brani che riflettono una ricca varietà di generi musicali, eccoti una discovery per la settimana.

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