Non sarebbe la prima occasione in cui su questo Blog si parla degli IDLES e nemmeno la prima in cui si scrivono due parole su una loro esibizione live. Ma come ha detto un amico questa è la mia prima volta in Live con questa band e così mi sono tolto “questa lacuna vergognosa”.
<<Che fai sabato sera?>>, rispondo <<dipende da quello che mi proponi>>, risposta <<IDLES al Sequoia in tribuna…>> , tempo qualche minuto per un check con la partner e chiudo con un <<Ok! ci viene anche la Manu!>>.
Ho riportato più o meno la conversazione che si è svolta e che mi ha portato il famigerato 4 Luglio a fottermene delle stronzate trumpiane per andare a sentire una delle band post-punk di questa recente ondata che più di tutte ha dato corpo alla scena inglese e irlandese senza scadere nel commerciale come altri.
Citando Endriu nel suo pezzo in cui forniva una personale idea sul come appare la band nella sua fantasia, ossia un “animale feroce, un fascio di nervi e muscoli impossibile da imbrigliare, pronto a travolgere qualsiasi cosa si parasse sulla propria strada“, ritengo che tale descrizione si addica perfettamente alla loro performance al Squoie Music Park di Bologna.
La band di Bristol fondata da Joe Talbot (voce) e Adam Devonshire (basso) dal vivo si mostra super grintosa, forte -molto probabilmente- delle sue storie personali che ovviamente influenzano ancora stile, scelte, idee. Talbot è la figura più segnata da vicende drammatiche. A 16 anni sua madre ebbe un ictus che la paralizzò, Talbot ne fu il caregiver principale fino alla morte di lei nel 2015, evento che ha plasmato interamente “Brutalism” primo LP del 2017 (“She was that album. That’s why she was on the cover“). In un gesto estremo, fece pressare le ceneri della madre in un’edizione limitata di 100 vinili dell’album.
Nel giugno 2017, mentre scriveva “Joy as an Act of Resistance“, sua figlia Agatha nacque morta, il brano “June” (“A stillborn but still born / I am a father“, citando Hemingway) nasce da quel lutto pochi giorni dopo. Talbot ha inoltre parlato apertamente della sua dipendenza da alcol e droghe (la madre stessa era alcolista), raggiungendo la sobrietà intorno al 2019, con una ricaduta nel 2021 al ritorno ai tour post-pandemia. Lee Kiernan ha raccontato pubblicamente (KEXP, 2019) i suoi sette anni di sobrietà come parte del suo percorso personale, in parallelo a quello di Talbot.
Forse tutto ciò unito ad altre storie rende Talbot una figura chiave e la vena pulsante della band. Pulsante al punto che ogni tanto gli occhi si iniettano di sangue ed emerge la bestia. La bestia viene liberata allo scoccare delle 21:30 il 4 luglio 2026 ed io con da una lato la mia compagna e dall’altro l’amico a goderci i suoi assalti, le sterzate rapide, le corse al massimo della velocità, gli agguati furtivi.
Un gran movimento che libera un sacco di energia in un palco essenziale con la sola insegna luminosa alle spalle della band, si sente tutto benissimo, il basso pulsante di Adam Devonshire e il martello di Jon Beavis, le evoluzioni chitarristiche e gli immancabili crowd surfing di folla di Bowen e Kiernan con la platea che li sostiene fisicamente mentre proseguono le loro performance.
La band non si sottrae dall’essere di parte e a mio avviso da quella giusta, “Free Palestine” e il “This is an Antifascist song” o incitare il pubblico di una città simbolo della Resistenza Partigiana nel cantare “Bella Ciao” non danno spazio a fraintendimenti e mi preme affermare che non sono leccate di culo o scelte da radical chic ma è sempre stato il messaggio implicito ed esplicito della loro musica.
Scaletta decisamente trasversale che attraversa l’intera discografia col dono del primo pezzo “Levitator” che è novità del momento, futuro brano non ancora pubblicato del prossimo disco che i rumors danno a inizio 2027.
Ringrazio sentitamente @antoniocaroli per avermi contattato e trascinato al live, di mio non sarei andato credo per pigrizia e sarebbe stato ancora più “vergognoso”.
Qui di seguito se ti garba la playlist con alcuni brani dal vivo presi dal Live al Bataclan di Parigi su alcune delle piattaforme di streaming. Daje!



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