Con questa TOP 5+1 vorrei celebrare nuove emozioni musicali tratte da alcuni degli artisti più influenti del momento. Questo semestre, la scena musicale è stata arricchita da uscite spettacolari che hanno catturato la mia immaginazione.

IDLES “TANGK”
Con “Tangk,” gli Idles dimostrano ancora una volta la loro capacità di mescolare rabbia e sensibilità in un’esplosione di energia punk. Le chitarre graffiano e i testi mordono, rendendo ogni traccia un urlo viscerale di ribellione e introspezione. Questo album è un pugno nello stomaco che lascia il segno. (Qui due parole sul disco)
Brano scelto: “Grace“

Lucy Rose “This Ain’t The Way You Go Out”
Lucy Rose incanta con “This Ain’t The Way You Go Out,” un album che avvolge l’ascoltatore con la sua voce calda e melodie delicate. Ogni canzone è un racconto intimo e sincero, dipinto con arrangiamenti raffinati e un’emotività palpabile. Un disco che conforta e ispira. (Qui due parole sul disco)
Brano scelto: “Over When It’s Over“

Bryony Jarman-Pinto “Below Dawn”
“Below Dawn” di Bryony Jarman-Pinto è un viaggio sonoro che mescola jazz, soul e influenze elettroniche in modo sublime. La sua voce eterea guida l’ascoltatore attraverso paesaggi sonori ricchi e stratificati, creando un’esperienza musicale avvolgente e contemplativa. Un capolavoro di introspezione e bellezza.
Brano scelto: “Willow“

Kamasi Washington “Fearless Movement“
Kamasi Washington conquista con “Fearless Movement,” un album che esplora i confini del jazz con audacia e maestria. I suoi arrangiamenti complessi e i virtuosismi strumentali creano un’opera epica che celebra la libertà creativa e la potenza della musica improvvisata. Un trionfo che spinge i limiti del genere.
Brano scelto: “Get Lit“

Bob Vylan “Humble as the Sun”
“Humble as the Sun” dei Bob Vylan è un potente mix di punk, grime e protesta sociale. Le tracce pulsano di energia e rabbia, affrontando temi attuali con liriche taglienti e ritmi incalzanti, dimostrando il coraggio e l’originalità del duo. Un manifesto di ribellione contemporanea. (Qui due parole sul disco)
Brano scelto: “Hunger Games“

Sprints “Letter To Self”
Con “Letter To Self,” gli Sprints offrono un’esplosione di post-punk crudo e diretto. Le chitarre ruggenti e la voce impetuosa creano un’atmosfera di urgenza e autenticità, rendendo l’album una dichiarazione feroce di identità e indipendenza. Un urlo potente di autodefinizione e resistenza.
Brano scelto: “Shaking Their Hands“



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