
- Band: Sandwell District (Regis, Function)
- Titolo: End Beginnings
- Durata: 50 minuti circa
- Etichetta: Point Of Depature
- Pubblicazione: 28 Marzo 2025
- Tracklist:
- Dreaming ⭐️
- Self-Initiate ⭐️
- Will You Be Safe? ⭐️
- Restless ⭐️
- Least Travelled ⭐️
- Citrinitas Acid ⭐️
- Hidden ⭐️
- The Silent Servant ⭐️
Vediamo di far sbiancare qualche ultra quarantenne (che vi scrive ne ha 53) adoratore dei 90s, fan del grunge e che il “ruuoock è morto nel 91″ (ogni generazione ha la sua data di morte del ruuoock).
Mark Lanegan amico di Karl O’Connor (aka Regis), invitò proprio Regis ad uno dei suoi spettacoli al Roundhouse di Londra, e mentre Karl stava entrando nel suo camerino, John Paul Jones dei Led Zeppelin stava uscendo. Lanegan, re del grunge, degli Screaming Trees e dei Queens of the Stone Age, il migliore amico di Kurt Cobain era un grande fan di Regis, Function, Silent Servant, Sandwell District e Voices From The Lake.
Fu proprio Lanegan che sapendo delle divergenze intercorse dopo l’uscita di “Feed Forward” nel 2010, seminale LP dei Sandwell District, chiedeva proprio a Regis e Function (David Sumner) di far il possibile per ristabilire un dialogo ormai interrotto da circa 10 anni. Tutto ciò accadeva grazie all’intervento del terzo pilastro del progetto Sandwell District ovvero Juan Mendez (aka Silent Servant), che faceva da tramite tra i due, poi nel 2022 Lanegan lasciò questo mondo e Silent Servant lo seguì in un tragico incidente nel gennaio 2024.
(Ho sentito un suono di mandibola cascare sul pavimento)
Fornita questo aneddoto veniamo al risultato di questo nuovo inizio o meglio a questa fine di inizi…
Qualcuno ci prova a chiedere a David Sumner come funziona il processo di produzione ma lui ci tiene a sottolineare che “Non ci piace molto parlare di attrezzatura. Non importa cosa usiamo. È tutto fumo negli occhi. Ci piace lasciare tutto all’immaginazione delle persone e non demistificare le cose.“
Sarebbe un grave errore pensare di ascoltare questo disco e sentire il seguito di “Feed Forward” soprattutto dopo gli accadimenti appena esposti, infatti così non è. Il progetto riunisce attorno a se il meglio dell’attuale produzione Techno, Dub, Drone e Ambient attraverso Mønic, Rivet, Sarah Wreath e Rrose, per costruire un nuovo capitolo e a mio modesto parere un ottimo-ottimo LP. Cinquanta minuti piuttosto tirati e intensi sui quali pesano le influenze primordiali di Drexciya ma soprattutto, dice Summer “penso che ciò che ci ha influenzato di più è stata la perdita di Juan“.
A gennaio ’25 la pubblicazione del singolo “Hidden” mi fece drizzare il pelo sulle braccia, non mi aspettavo qualcosa di nuovo, ero rimasto estraneo ai rumors attorno a Regis e Function, il singolo fu un fulmine a cel sereno e una mina da urlo, non potrei definirla diversamente.
I droni di Rrose in “Self-Initiate” sono come il suono della corrente ad alto voltaggio, quel brusio inquietante che ti avverte del pericolo, ronzano da destra a sinistra in un pezzo gorgogliante. “Will You Be Safe?” ha il compito di far emergere atmosfere cavernose e allo stesso tempo generare un senso sfrenato di divertimento, applicando arrangiamenti minimali e potenti, aggiornando così il sound dei Sandwell con elementi di batteria duri e inquietanti.
Il ritmo tribale di “Restless” è abbinato agli interventi sempre bui di Regis e Function e Il materiale prodotto viene è ulteriormente arricchito con l’intervento di Sarah Wreath in “Least Travelled” dove la chitarra twangy è trasformata in suoni laser e “nervosi” tramite una sequenza quasi furtiva.
Le nebbiosità tipiche di Sandwell sono tagliate e affettate in “Citrinitas Acid” che stuzzica la vena dance e con toni placidi e agevoli, ci trasposta nelle fauci dell’irruente “Hidden” che travolge corpi e menti in un vortice ritmico eccitante – Atomica!
Non poteva mancare il tributo, la dedica, il saluto ultimo in forma musicale “The Silent Servant”, il commiato all’artista e amico nonché al disco stesso, non potevano chiudere in altro modo. Il disco si chiude quindi con questo triste abbraccio dove mesti beat sono legati da pad sonori che prendono il sopravvento nella coda del brano, toccante.
Segnato dalla sconfitta ma con un nuovo inizio, “End Beginnings” probabilmente chiude il cerchio, con Sandwell District che rientra saldamente in pista con un ritorno avvincente e trionfale. Un omaggio al superamento delle divergenze e alla ritrovata capacità di attirare a se nuova linfa.



Lascia un commento