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SANAM – LP Of The Week – #LPOTW

SANAM – LP Of The Week – #LPOTW

1 ottobre 2025
the unkle

  • Band: SANAM
  • Titolo: Sametou Sawtan
  • Etichetta: Constellation
  • Durata: LP, 8 tracce, 40 minuti circa
  • Paese: Libano, Beirut
  • Genere: Post Etno-Folk-Rock

Tracklist

  1. Harik ⭐️
  2. Goblin
  3. Habibon ⭐️
  4. Hadikat Al Ams ⭐️
  5. Hamam ⭐️
  6. Sayl Damei ⭐️
  7. Tatayoum
  8. Sametou Sawtan

A Constellation Records concedo sempre l’ascolto di band a me sconosciute, una etichetta che ospita Godspeed You! Black Emperor, FYEAR, Colin Stetson ed ex etichetta del povero Vic Chesnutt, ha sempre il beneficio del dubbio.

Podcast

Questa volta la newsletter mi ha proposto questi SANAM dei quali era la prima volta che sentivo il nome, bene, veloce ricerca e poi play, il lato positivo dello streaming è fare discovery a basso costo.

Confesso che leggendo la provenienza della band ho pensato ad un lavoro estremamente meditativo e, sono sincero, un po palloso. Mai smentita è stata più netta, tanto da rinnovare quel proposito di levarsi di dosso più preconcetti possibile!

La band è al secondo album e la traduzione del titolo dall’arabo sarebbe “Ho sentito una voce“, Primo pezzo “Harik” ovvero “Incendio” e così è successo alle mie orecchie che si sono allertate alle prime soffocate aspirazioni di Sandy Chamoun in cui simula la mancanza d’aria, vibrazioni positive. Poi il chitarrismo etnico del buzuq unito al robotismo della chitarra solista mentre Chamoun canta soavemente in quella lingua magica che è l’arabo, hanno fatto il resto.

Il fuoco di “Harik” arde anche in me e penso che se il proseguio di questo disco viaggia su quest’onda, allora è fatta… Ho svoltato il weekend solitario insieme al gatto di casa!

“Goblin” è una litania dolce e sospesa e il cantato la rende veramente affascinante. L’uso sapiente e artistico dell’autotune è palese in “Habibon” altro che la fetenzia trapper dei nostrani gangsta in salsa sanremese.

Le ambientazioni etno-folk-rock con ampi spazi di post-rock e free jazz, senza farsi mancare influenze krautrock e psichedeliche rappresentano in super-sintesi questo secondo LP. Un’avventura sonora in bilico tra tradizione araba e influenze contemporanee, con testi ispirati alla poesia araba e persiana, incluso il poeta e matematico iraniano del XII secolo Omar Khayyam. Un presente tumultuoso si mescola alla tradizione, con una musica che pulsa di spirituale e furia, evocando una sorta di danza emotiva e una lotta interiore.

La parte centrale è la più forte del disco che poi su otto brani ho già detto il 60% del disco e considera che il resto è assolutamente pregevole, la sequenza è evocativa, scura e con una suspense da fine di mondo che drizza il pelo sulle braccia.

Qui l’intelligenza artficiale finalmente si rende utile e chiedo una traduzione dall’arabo i titoli delle canzoni e riporto di seguito l’esito senza tagli:

  • Harik: “Incendio / Fuoco”
  • Goblin: Goblin (termine preso dall’inglese, traslitterato)
  • Habibon (حبيبي): “Amato / Caro”
  • Hadikat Al Ams (حديقة الأمس): “Il giardino di ieri”
  • Hamam (حمام): “Colomba / Bagno turco (dipende dal contesto)”
  • Sayl Damei (سيل دمي): “Il flusso del mio sangue”
  • Tatayoum (تطاير): “Dispersione / Spargimento / Volare via (a seconda del contesto)”
  • Sametou Sawtan (سمعت صوتا): “Ho sentito una voce”

Da giovedì 20 novembre a sabato 22 novembre 2025 saranno presenti a Ravenna per il Transmissions Festival, una manifestazione musicale promossa da Bronson Produzioni e dedicata alla musica d’avanguardia e di ricerca – quale migliore occasione?

La Band:

  • Sandy Chamoun (vocals)
  • Antonio Hajj (bass)
  • Farah Kaddour (buzuq)
  • Anthony Sahyoun (guitar, synth)
  •  Pascal Semerdjian (drums)
  • Marwan Tohme (guitars)

Due brani per LP Of The Week 👇🏼

LP of The Week 2025, Opinioni Non Richieste!, Podcast

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1 ottobre 2025
LP of The Week 2025, Opinioni Non Richieste!, Podcast
2025, Constellation, lp of the week, LPofTheWeek, Post Folk, Post Folk Rock, Post-Punk, SANAM

3 risposte a “SANAM – LP Of The Week – #LPOTW”

  1. Avatar Melodie dalla mezza luna fertile, suoni, bouzouki e fragori nella notte ravennate – La XXV ORA
    Melodie dalla mezza luna fertile, suoni, bouzouki e fragori nella notte ravennate – La XXV ORA
    dicembre 10, 2025 at 6:00 PM

    […] il piatto principale di questa serata sono i libanesi Sanam un sestetto di Beirut che propongono una mescolanza di influenze ben rare. La band è relativamente […]

    "Mi piace"Piace a 1 persona

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  2. Avatar Disco D’Oro – Bologna – TOP 10 – La XXV ORA – La Venticinquesima Ora
    Disco D’Oro – Bologna – TOP 10 – La XXV ORA – La Venticinquesima Ora
    dicembre 26, 2025 at 11:47 PM

    […] Sanam “Sometou sawtan“ […]

    "Mi piace"Piace a 1 persona

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  3. Avatar Radwan Ghazi Moumneh e Frédéric D. Oberland – LP Of The Week – 2026 – La Venticinquesima Ora
    Radwan Ghazi Moumneh e Frédéric D. Oberland – LP Of The Week – 2026 – La Venticinquesima Ora
    aprile 29, 2026 at 6:00 PM

    […] anche come “Jerusalem in my heart” nonché produttore del secondo disco dei conterranei Sanam.  Frédéric D. Oberland è un musicista francese elettronico di ambient e post-rock (già nei […]

    "Mi piace"Piace a 1 persona

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Disco d’Oro

L'album "Role Model Hermit" dei Mary in the Junkyard, pubblicato il 3 luglio 2026, è una meditazione sonora che fonde indie rock e folk. Mentre la produzione è meticolosa e avvolgente, la voce solista risulta dissonante e infantile, compromettendo l'atmosfera generale. In un mondo dove la velocità è regina, noi rispondiamo con passo della tartaruga: 10 dischi, tra ambient che pizzica e rock che cammina, avanti e indietro, ma sempre con stile! Questa settimana è intensa: CLAMM è in tour con Rats, mentre Queens of the Stone Age e Echo & the Bunnymen rilanciano il loro seguito con uscite attese. La scena si fa sentire con il debutto di Man/Woman/Chainsaw, l'album Pure Devotion di Overmono e nuove proposte sperimentali come Eartheater e Tricky. Non dimenticare l'ironia d'Arab Strap e le uscite indie come Babehoven e Slow Fiction. I Muse tornano con "The Wow! Signal", un album che è come un invito alieno a chiudere la bocca. Dopo dieci dischi, sembra che il loro trucco sia diventato più prevedibile di un film di Natale: troppe idee e zero profondità. Settimana ricca, amici! 🎶 I Sons of Zöku, con la loro musica psichedelica e rituale, offrono un viaggio emozionante di rinascita e trasformazione. Brani come "HÕÕ", "Energia" e "The Moth" esplorano connessioni profonde tra spiritualità e fisicità, invitando gli ascoltatori a partecipare attivamente. Giugno porta una torrida esplosione musicale, un viaggio sonoro attraverso il drone liturgico dei BIG|BRAVE, l'epicità dei Russian Circles e l'energia contagiosa dei Bad Nerves. Trenta tracce da vivere ad alto volume, per un'estate da ricordare! Il concerto degli IDLES al Squoia di Bologna è stata una rivelazione. La band, potente e imperiosa, ha saputo dar voce alle sue storie personali, creando un'esperienza che travolge e unisce. Non perdere l'opportunità di ascoltarli! I Vanishing Twin inseguono un fantasma musicale che sfida il tempo, mentre Kristin Hersh trasforma il dolore in arte. Dalla calma di Laura Veirs al potere frizzante delle Big Moon, la scena vibra. E non dimentichiamo Carpenter e Migliorino, rappresentanti di rottura.

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